Casa del Disco

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SIAMO QUI ...COL CD "LA MUSICA NELLE AIE 2013"

LA MUSICA NELLE AIE - 9/10/11/12 MAGGIO 2013

Castel Raniero - Faenza (RA)

“La Musica nelle Aie è nata come un sogno, che anno dopo anno si avvera intorno a noi, portandoci musiche e canti legati alla terra e alla ciclicità della natura e il vento che bisbiglia questi canti e queste danze, ci immerge in un mondo lontano che però risuona in noi come se ci fosse vicinissimo, perché è l’origine da cui veniamo e la meta a cui tendiamo…Ed il sogno come il vento continua.”

Come ogni anno arriva puntuale la manifestazione “La Musica nelle Aie” dedicata alla riscoperta delle nostre più profonde radici vicine alla terra, alla natura e alla vita in compagnia ed allegria!
Con balli, musica, buon vino e buon cibo, tutto ciò che crea cultura.

E ci siamo anche noi a presentare sabato 11 maggio alle ore 15 (presso Villa Orestina) l’edizione 2013 del cd compilation “La Musica nelle Aie” edizioni Galletti-Boston. (Continua la lettura)

Cosa ti aspetta in console? Martedì 30 Aprile - Martedì 7 Maggio

[Quasi ogni settimana scegliamo due album. I due CD saranno tutto il giorno ospiti del doppio lettore con cuffia che vi aspetta in fondo al negozio. Senza alcun impegno. Per ascoltare qualcosa, se non sapete bene cosa. Per assaggiare suoni nuovi, se siete coraggiosi abbastanza.]

Goat - World Music (Rocket)

La World Music che viene da un piccolo paesino della Svezia (Korpolombolo), ma non nell’accezione in voga negli anni ’80 portata alla ribalta da artisti di fama internazionale, guardando all’Africa come nuova meta della popular music più esotica (e un pochino retorica). O meglio non solo.
Perché se quei caratteristici ritmi tribali impetuosi e ipnotici dettano ancora in parte le coordinate (non solo geografiche), il sound e l’ispirazione primaria sembra volgere più che altro agli anni 60, alla psichedelia, e all’atmosfera da comune di “freakkettoni”…del periodo in cui Beatles e altri s’innamoravano dell’India, di Ravi Shankar e del raga, filtrandola con l’avanguardia rock. Qui avviene spesso lo stesso e il sound è spesso abrasivo ed acido come nei migliori Jefferson Airplane. Oppure devia in direzione disco e funky con pezzacci appiccicosi e irresistibili.
Insomma, ci si può trovare un po’ di tutto in questo piccolo/grande calderone post-moderno, in cui il pescar a man bassa nelle acque del mondo ci rivela in fondo, quanto siano oramai limitativi certi confini. E come sia facile oltrepassarli.

Akron – Voyage of exploration (Vampisoul)

Un disco ambient – etnico? Musica space-jazz alla Sun Ra? È difficile stabilire con certezza cosa sia questo disco, ma almeno una cosa è chiara: il titolo non mente. È sicuramente un viaggio dedicato all’esplorazione, non solo dello spirito, ma anche in senso più stretto della musica vera e propria nelle sue tante e diverse forme ed epoche. Stando alle dichiarazioni del suo autore, che viene da Barcellona, nella sua musica si odono echi della musica colta del 900 di Iannis Xenakis , quella di canzonieri jazzy-esotici come Les Baxter , o di musica surf alla Ventures. Poi ancora il già citato Sun Ra, Goblin, Kraftwerk, Tangerine Dream… e tutto questo frullato in un immaginario filmico e filosofico che va da The Twilight Zone, Star Trek a Newton, Bertrand Russell, Richard Dawkins!
E lui non lo cita esplicitamente, ma nella lirica chiusura “Euclid’s funeral”, ci sentiamo, pur rielaborato con un sound originale, anche il maestro Morricone e i suoi spaghetti western. Ch’è sempre un ottimo riferimento con cui scegliere di congedarsi.

Io compro in un negozio di dischi perché...

Se anche tu [ascoltatore, appassionato, band, musicista, associazione, club, caffetteria, sala prove, studio, fonico, amante, etc.] compri in negozio di dischi (qualunque) e pensi che ti arricchisca la vita, mandaci un’email a posta@casadeldiscofaenza.it con oggetto “IO COMPRO IN UN NEGOZIO DI DISCHI” (o un messaggio facebook nella nostra pagina Casa del disco di Faenza) e aggiungeremo in tuo nome alla lista dei sostenitori. I nomi che riceviamo entro giovedì 18 aprile - affrettatevi! - saranno raccolti in un poster appeso alla vetrina del negozio da sabato 20 aprile, Record Store Day”.

La grafica è realizzata dal nostro amico Dulcamara, bravissimo cantautore fra folk e hip hop: il suo disegno rappresenta in pieno il nostro stile, giocoso e informale. “Io compro in un negozio di dischi… perché?” Clicca sull’immagine per vederla interamente.

Questa grafica sta per diventare anche una borsina di tela portadischi (disponibile in 4 colori: naturale, castagna, verdone, grigio), in vendita in negozio a € 8 a partire da sabato 20 aprile. Per chi acquista almeno € 30 o più, può averla a metà prezzo (€4).

Record Store Day: Sabato 20 e Domenica 21 aprile 2 giorni di festival

Puntuali come un orologio svizzero ci stiamo preparando anche quest’anno a festeggiare il sempre più acclamato “Record Store Day”: quest’anno non solo Radio Capital, Radio2, Rockol e altri, ma anche riviste nazionali come Rolling Stone e XL si stanno occupando della Giornata Internazionale dei Negozi di Dischi Indipendenti (slegati da grandi catene di distribuzione), sabato 20 aprile. Dal 2007 artisti e negozianti si alleano per sottolineare l’importanza culturale e sociale di un negozio di musica in città. Passione, rispetto (per chi fa musica e chi la ascolta), esplorazione, dialogo, coagulazione. Il nostro sempreverde manifesto resta quanto mai attuale.

Quest’anno festeggiamo per 2 giorni, sabato 20 con apertura fino alle 9 di sera, e domenica 21 aprile con apertura 15:30-20. Due giorni di showcase (brevi concerti di 20/30 minuti), mostre, libri, edizioni limitate RSD (vedi qui la lista) e chiacchiere musicali, per dimostrarvi il ruolo di un negozio di dischi nel 2013: non solo vendita di CD, LP e affini, ma anche promozione di nuovi artisti, supporto alla comunità musicale locale, uno spazio amichevole e attento alle novità, un contributo alla vivacità cittadina.

Ecco il programma dei 2 giorni:

Sabato 20 aprile MARCO LIVERANI showcase dal vivo ore 18:30 indoor
Le sue canzoni testimoniano la fragilità della vita, testi veri e appassionati. L’estraneità della lingua inglese ci fa amare di lui la voce - che ci ricorda Jeff Buckley, le melodie - che ci ricordano Dylan, l’ispirazione - che ci ricorda Bukowski.

domenica 21 aprile ESTAMOS TODOS BORRACHOSshowcase dal vivo 
ore 17:30 outdoor
“La vita è altrove” è il primo progetto del trio strumentale: chitarre acustiche, elettriche, loop, basso, tappeti vocali in un “ambient-medievale” dedicato a questa ubriaca età di mezzo. Pagina Facebook e link Youtube per ascoltare alcune tracce. (Continua la lettura)

Cosa ti aspetta in console? Giovedì 4 Aprile - Giovedì 11 Aprile

[Quasi ogni settimana scegliamo due album. I due CD saranno tutto il giorno ospiti del doppio lettore con cuffia che vi aspetta in fondo al negozio. Senza alcun impegno. Per ascoltare qualcosa, se non sapete bene cosa. Per assaggiare suoni nuovi, se siete coraggiosi abbastanza.]

SUUNS - Images of the Future

Potremmo definirlo comodamente indie electro-rock, spasmodico e tensivo, scuola Radiohead (e si, la voce ricorda spesso e volentieri il buon Thom Yorke), ma è soprattutto moderno rock mutante, spesso imprevedibile e sempre squisitamente catchy, tipicamente anni 00. O dovremmo già dire 10 (o qualunque sia il modo con cui venga chiamato questo nuovo decennio)? Ma forse, come ci suggerisce il titolo, già votato e diretto altrove. Pattern ritmici motorizzati, circolari e ipnotici sostengono un sound morbido e seducente, dai timbri caldi e avvolgenti, che sfiora le lande liquide della psichedelia. Il risultato è adatto sia per un dj set, che a un solitario e assorto viaggio onirico in cuffia nella propria cameretta, battendo il piedino a tempo disco. Di sorprendente compattezza, si beve tutto d’un fiato come una dissetante bevanda estiva, dal retrogusto corposo. Provate a skipparne anche una sola singola traccia senza cadere nella spirale di assuefazione che provoca. Ottima la scelta dei singoli: 2020 con il suo gioco arty di chitarra, e Edie’s dream la più sofisticata e jazzy del lotto.

La recensione di Sentireascoltare

CESARE BASILE - Cesare Basile (Urtovox)

Un disco dalla Sicilia e in siciliano, aspro, rude e sanguigno come quella terra di cui si possono quasi sentire gli odori e il forte aroma, grazie agli evocativi testi del cantautore. Storie di fatica e sudore, di soprusi e resistenza, vittoriosi prepotenti e vinti che non possono che cercare eternamente di rialzarsi. Epica quotidiana e rurale al servizio di una musica folk-blues, ora più accogliente, misurata e carezzevole, oppure cruda, tagliente e leggermente sghemba come in certe soluzioni del Tom Waits della trilogia di Frank. Su tutti è particolarmente esplicativo un brano in cui si immagina Woody Guthrie scrivere una lettera all’uomo che mandò a morte Sacco e Vanzetti (“Lettera di Woody Guthrie al giudice Thayer”). Un po’ come nei dischi di De André e di tanta buona tradizione italica, le canzoni di Basile sono racconti e come fosse un aedo ci trasporta in mondi e ricordi apparentemente lontani, eppure così vicini. Perché le sue ballate possono essere figlie di qualunque tempo, i cui ritornelli potremmo sentire ancora molto a lungo.

La recensione di Sentireascoltare

Record Store Day 2013 - edizioni speciali: preordini

Puntuale come il Natale, arriva anche quest’anno la festa internazionale dei negozi di dischi, sabato 20 aprile sarà il Record Store Day. Come da consuetudine pubblichiamo la lista delle edizioni limitate in uscita e in arrivo in Italia che siamo in grado di ordinare e, se fortunati, di procurare per i nostri clienti. (Continua la lettura)

Cosa ti aspetta in console? Mercoledì 20 Marzo - Mercoledì 28 Marzo

[Quasi ogni settimana scegliamo due album. I due CD saranno tutto il giorno ospiti del doppio lettore con cuffia che vi aspetta in fondo al negozio. Senza alcun impegno. Per ascoltare qualcosa, se non sapete bene cosa. Per assaggiare suoni nuovi, se siete coraggiosi abbastanza.]

Christopher Owens - Lysandre (Turnstile / Fat Possum)

Cosa resta di quella fondamentale esperienza targata Girls che qualche anno fa fece quasi gridare al miracolo con quel “Father, Son, Holy Ghost”, album destinato a diventare un piccolo classico tra i cultori indie-rock, nel nuovo percorso da solista del suo creatore Cristopher Owens?!? A distanza di soli due anni da quel successo critico e di una certa fascia di pubblico, Owens si dichiara pronto a ricominciare da capo e riscrivere la sua storia.
Laddove il precedente album dal titolo semi-biblico proponeva una sorta di folk-rock esistenziale, younghiano, dalla palpabile tensione elettrica, virato verso le atmosfere decadenti e adolescenziali del cinema di Gus Van Sant, nel nuovo è chiaro che sono totalmente altre le fonti d’ispirazione e le necessità espressive. All’oscurità urbana oppone uno scenario più solare ma malinconico, adatto alle giornate di pioggia primaverile. Una certa indole e freschezza vintage-pop caratterizzano questo concept album dedicato alla francese Lysandre del titolo, sua fiamma negli ultimi quattro anni prima della rottura.
“Un amalgama fatta di inserti jazzistici, raccoglimento cantautoriale, surf ancheggiante, pregevoli proiezioni fiabesche” (Storiadellamusica), e squillanti e cristalline note di chitarra. Un po’ pop barocco anni ‘60 e un po’ Ariel Pink. Compatto, catchy ma con qualche dose di stravaganza, rinfrescante.

Mogwai - Les Revenants (Sub Pop)

Se Twin Peaks avesse un erede, sarebbe questo. Les Revenants, piccolo grande miracolo televisivo del 2012, ha la bellezza cupa e mostruosa di uno scenario onirico dal quale è impossibile fuggire e nel quale può accadere qualunque cosa”(BadTv). Les Revenants è una serie televisiva francese che sta riscuotendo un certo successo tra gli appassionati, con un tema horror a base di morti viventi che cercano di riprendersi le proprie vite laddove le avevano lasciate, raccontata con un tono più delicato ed europeo. Agli scozzesi Mogwai il compito di musicarla e farne vivere le atmofere, e insomma, quello di essere i degni eredi di Badalamenti. A detta di tutti pare proprio che ci siano riusciti, con un lavoro di grande spessore, ricchezza timbrica, visionarietà espressiva resa con una tavolozza di colori spettrali e lugubri.
L’album è quasi tutto strumentale (su territori post-rock e ambient) con una bella sorpresa alla fine, un brano country esistenziale, cantato, che potrebbe essere uscito dalla penna di certi Wilco (o degli ultimi Low prodotti da Tweedy,e il cerchio in ogni qual modo si chiude).

Cosa ti aspetta in console? Mercoledì 27 febbraio - Mercoledì 6 Marzo

[Quasi ogni settimana scegliamo due album. I due CD saranno tutto il giorno ospiti del doppio lettore con cuffia che vi aspetta in fondo al negozio. Senza alcun impegno. Per ascoltare qualcosa, se non sapete bene cosa. Per assaggiare suoni nuovi, se siete coraggiosi abbastanza.]

Father Murphy - Anyway, Your Children Will Deny It (Aagoo Records) Hanno partecipato a un tour americano di spalla a Dirty Beaches e Xiu Xiu, e sono giunti fino alle orecchie del sommo critico Simon Reynolds che ha ipotizzato attraverso loro un’ipotetica corrente musicale tutta italiana, capace d’inserirsi nel solco della “witch house” internazionale, con dosi di folk, esoterismo funerario e un forte immaginario cattolico a base di abnegazione, lotta con i demoni interiori e confronto con il senso del peccato, d’impatto suggestivo e “artisticamente” inquietante. Musica che giunge in questo disco a un percorso di maturazione compiuta ed effettiva e ne consacra i meriti, con il plauso della critica.Immaginate una messa nera che cerca di svelare quanto di sporco si annidi in noi, dargli corpo e infine combatterlo a colpi di luce salvifica. Il percorso si snoda tra i martellamenti industrial alla Throbbing Gristle di “It is funny, It is restful, Both came quickly” passando per gli affascinati e tonanti archi di “In praise of our doubts”, agli acquerelli ambient di “In the flood with flood” e giungere a una straniante ballata finale che ricorda i Black Heart Procession e ne costituisce il salvifico suggello finale. Un esorcismo in piena regola, ma che ne ribalta l’assunto e insegna che l’unico modo per sconfiggere i propri demoni è “imparare a conviverci” (Francesco Targhetta). Denso e complesso, l’Italia che non ti aspetteresti.
La recensione di Ondarock

Dark Dark Dark - Who needs who (Melodic UK)

Si chiamano Dark Dark Dark ma ascoltandoli non si può immaginare niente di più soffice e dolce, magari con un’aria evidentemente malinconica, ma non aspettatevi cadenze martellanti o particolarmente ombrose come l’immaginario musicale dark ci ha perlopiù abituato. È invece un classicismo minimale elegante e d’alta scuola a farla da padrone, per cuori spezzati in inverno, di cui colpisce l’alta consapevolezza stilistica e la padronanza espressiva in grado di regalare alcuni futuri classici del genere. Siamo in un territorio di mezzo tra Regina Spektor e certi Beach House, in cui la voce cristallina e intimistica di Nona Marie Invie intona con diverse sfumature da pezzo a pezzo una serie di dolenti ballate pianistiche accompagnate da una band d’eccezione che sa sempre regalare il giusto colore ai pezzi. Tra un tocco di sporcizia elettrica in “Tell Me” (in cui si rievoca Fiona Apple), i fiati di “Last Time I See Joe”, l’omaggio accalorato a Patsy Cline nel pezzo omonimo e addirittura un tocco di eccentricità alla Kusturica in “Without You”. Pop, jazz, blues, musica balcanica, un tutt’uno ottimamente amalgamato in grado di colpire una larga fetta di pubblico, se ne venisse maggiormente a conoscenza.
La recensione su OndaRock

I vinili da collezione e altre proposte!

Prima che si metta mano alla tanto agognata newsletter mensile, e si faccia il punto sostanziale sulle intere novità discografiche che saranno presenti in negozio, ecco un primo ricco assaggio di cosa abbiamo in serbo per voi e potete già trovare in loco, grazie alla pronta disponibilità dei vostri “pusher di fiducia”(come ci ha definito una affezionata cliente) preferiti di sempre!

Ma…prima di tutto vi segnaliamo una carrellata di magnifici LP da collezione datati 68/72, insomma l’epoca più mitica e celebrata del rock, in edizioni rare o alternative come il primo album dei Velvet Underground & Nico con un’inedita copertina a fumetti con tanto di labbra rosse (che ricordano tanto l’altra icona Warholiana: Marilyn) e bottiglia di Coca Cola! Ma anche Hendrix, Free, Faces, Small Faces, The Seeds and so on…

Poi ancora i nuovi 45 giri ad edizione limitata prodotti dal Bronson, con alcuni dei protagonisti delle tante serate dal vivo proposte a Madonna dell’ albero.

  • Guano Padano - s.t.
  • Dirty Beaches - Tarlabasi
  • Ronin - Twin Peaks

Tra i vari appuntamenti live da non perdere ricordiamo la rassegna “Fiato al Brasile”( organizzata dal comune, la scuola Sarti e Ravenna 2019 ) che continua con le serate di:

  • domenica 24 Febbraio al Mic
  • lunedì 25 allo Zingarò
  • martedì 26 febbraio al Teatro Masini.

Consigliamo il concerto di Gemma Ray il 6 Marzo all’Estragon
Un video estratto dall’ultimo album

E infine segnaliamo ulteriormente l’atteso live al Bronson dei Balmohea del 26 Marzo di cui, come sapete già, disponiamo di biglietti in prevendita!

Cosa ti aspetta in console? Mercoledì 30 gennaio - Mercoledì 6 febbraio

[Quasi ogni settimana scegliamo due album. I due CD saranno tutto il giorno ospiti del doppio lettore con cuffia che vi aspetta in fondo al negozio. Senza alcun impegno. Per ascoltare qualcosa, se non sapete bene cosa. Per assaggiare suoni nuovi, se siete coraggiosi abbastanza.]

Giardini di Mirò - Rise and fall of academic drifting (Homesleep records)

La ristampa del primo album dei Giardini di Mirò, datato 2001, è un’occasione unica per reimmergersi nel magma sonoro speciale di una band speciale, e celebrare una delle migliori band post-rock della produzione nostrana. L’estasi trasognata di brani dal passo soffice e armonioso si accompagna all’incursione robusta e mutevole di chitarre elettrificate della migliore tradizione rock, in un lavoro perfettamente cesellato dove le emozioni regnano sovrane e che a distanza di anni continua a far sentire la propria influenza e importanza. Ispirati dalle cadenze epiche dei Godspeed You Black Emperor! e dalle dilatazioni oniriche dei Mogwai, i Giardini di Mirò segnano un ulteriore via e scarto nel percorso già tracciato da un decennio di post-rock nord-americano, che diventa grazie a loro, se possibile, ancora più seducente e ammaliante, con un senso della scrittura più asciutto e dalla vocazione melanconica. In uno scrigno di tesori, tra i brani in scaletta non sapremmo esattamente quale segnalare sopra il resto. Ad ogni modo, nel link un esempio. Per chi già li conosce ma non possiede ancora il loro primo album (probabilmente il migliore) e chi ancora avrà invece la fortuna di scoprirli per la prima volta.
Little victories
La retrospettiva della band su OndaRock

Lisa Hannigan - Passenger (Pias records)

Passato un po’ in sordina, invitiamo a riscoprire questo incantevole secondo disco di Lisa Hannigan (dal 2001 al 2007 controcanto su disco e in tour di Damien Rice e, ai tempi, sua compagna nella vita) che è quanto più il mercato musicale dovrebbe mai (né potrebbe) smettere di pubblicare: un perfetto esempio di musica fuori dal tempo, di matrice folk anglosassone, e dalle ariose aperture pop a innalzare la vertigine emotiva. Costruito su un funambolico equilibrio di buon gusto in cui note di chitarra in fingerpicking e discreti archi sono l’accompagnamento misurato e ideale per il notevole registro interpretativo della nostra, la cui voce si libra soave e dolce, in grado di regalare più di un brivido. Ma non conta più di tanto scriverne, è musica da assaporare a degustazione lenta e assorta, immersi nel potere dei ricordi che è in grado di scaturire e in cui si insinua, e si farà, a sua volta, ricordare.
Little birds
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