Casa del Disco

Casa del Disco

Corso Mazzini 38
48018 Faenza (RA)
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Orari di apertura

giovedì, venerdì e sabato
dalle 10.00 alle 13.00
e dalle 15.30 alle 19.30
oppure su appuntamento

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Venerdì a Faenza: "La Repubblica di Valter" in piazza del Popolo, un tributo a Valter Dal Pane

Venerdì 7 giugno si celebrerà in Piazza del Popolo di Faenza la Repubblica di Valter, evento-tributo dedicato a un benvoluto e ammirato animatore della vita socio-culturale faentina,Valter Dal Pane, scomparso prematuramente lo scorso novembre. Gestore dell’Osteria della Sghisa, ha reso più viva e bella la città a suon di rassegne musicali (storico partner del MEI), cinematografiche, enogastronomiche, sportive e culturali.
Un illustre cittadino e un amico per molti, a cominciare dal Comitato Organizzatore che ha fortemente voluto l’evento composto da Gianmaria Manuzzi, socio di Valter dell’Osteria della Sghisa, Giordano Sangiorgi, patron del Mei, Fabrizio Bagnara del Corona e Alberto Visani del mensile Pipine’ insieme agli artisti Roy Paci, Pino Marino , Roberto Angelini e Daniele Il Mafio Tortora, per una serata all’insegna della buona musica e della beneficenza. In serata sarà infatti presentato l’album “La Repubblica di Valter” ad opera del Collettivo Dal Pane composto da importanti e audaci artisti della scena indipendente italiana: i già citati Roy Paci, Roberto Angelini, Pino Marino, e ancora Zibba, Pier Cortese, Ilaria Graziano e Francesco Forni, Grazia Negro e altri. Si prevede anche la presenza di Niccolò Fabi, guest-star in concerto e ancora altri ospiti a sorpresa. (Continua la lettura)

Cosa ti aspetta in console? Mercoledì 5 Giugno - Mercoledì 12 Giugno 2013

[Quasi ogni settimana scegliamo due album. I due CD saranno tutto il giorno ospiti del doppio lettore con cuffia che vi aspetta in fondo al negozio. Senza alcun impegno. Per ascoltare qualcosa, se non sapete bene cosa. Per assaggiare suoni nuovi, se siete coraggiosi abbastanza.]

Petrina - Petrina (Alabianca)

Ci lamentiamo sempre della scarsa visibilità internazionale degli artisti italiani che quando finalmente si presenta un artista di livello, che parla un linguaggio musicale polimorfo in grado di varcare i confini, cosa facciamo? Non ne parliamo?!
La veneta Petrina merita attenzione. Se ne sono accorti acclamati colleghi internazionali come l’illustre David Byrne, John Parish (chitarrista di Pj Harvey), Jherek Bischoff (Parenthetical girls, Xiu Xiu), che collaborano nel disco, suggellando così una visione espansa “trans-nazionale”, che non si dimentica della sua italianità. Questo non tanto nella ovvia mescolanza linguistica (Inglese e italiano) con cui vengono cantati i brani, ma nella sorprendente ecletticità con cui “si gioca” al fare musica. Si prenda d’esempio il brano iniziale che dà il via alla scaletta (Little Fish from the Sky), uno strumentale ossessivo costruito su un riff jazz-minimale di pianoforte che a un certo punto inizia a flirtare con la drum n’ bass. E così via, tutto l’album gioca a cambiare continuamente identità, tante quante sono le maschere d’artista, con naturalezza e sapienza stilistica. Si passa dalle peripezie vocali à la Kate Bush, o al glam-rock degli Sparks, a certe visioni spaziali debitrici di Terry Riley oppure ad eleganti armonie da camera, ma mai seriose e stemperate da un gusto esuberante (fondamentalmente art-pop). Ancora più spiazzante quando s’inoltra in territori simil-Waitsiani con marcette sbilenche e pericolanti. Riempiono alcuni brani funky e pop più canonici, ma dell’estro generale si ringrazia.
Definite l’album con i generi che vi pare, in Italia c’è comunque più bisogno di dischi così.

A Hawk and A Hacksaw - You Have Already Gone To The Other World (LM Duplication)

Nel segno di una suggestiva iconografia balcanica ed est-europea, fatta di danze e rituali antropologici in odor di paganesimo, Jeremy Barnes (ex membro della indie rock band Neutral Milk Hotel) insieme alla violinista Heather Trost, esplorando disco dopo disco a nome Hawk and a Hacksaw questo retroterra fascinoso e misterioso, grazie a quei viaggi che cambiano la vita, giungono alla terza pubblicazione e il loro mosaico si aggiunge di uno dei pezzi più stratificati e densi.
Dedicato fin dal titolo (una frase celebre del film) al regista ucraino Sergej Paradzanov di Shadows Of Forgotten Anchestors (1965), amato da Fellini, Jodorowsky, Carmelo Bene e tanti altri, un album magico e surreale proprio come quella pellicola di cui riporta dialoghi e atmosfere.
Ci si lascia ora cullare, ora impossessare da suoni che invitano al ballo e alla danza ritualistica o che conducono verso l’altro da sé, verso lidi ancestrali ancora inesplorati dalla nostra mente. La musica folkloristica non è mai stata tanto psichedelica e la psichedelia tanto folkloristica, eppure, a ben pensarci il collegamento è tutt’altro che inappropriato. Musica come viaggio, sospesa sulle ali del sogno.

SIAMO QUI ...COL CD "LA MUSICA NELLE AIE 2013"

LA MUSICA NELLE AIE - 9/10/11/12 MAGGIO 2013

Castel Raniero - Faenza (RA)

“La Musica nelle Aie è nata come un sogno, che anno dopo anno si avvera intorno a noi, portandoci musiche e canti legati alla terra e alla ciclicità della natura e il vento che bisbiglia questi canti e queste danze, ci immerge in un mondo lontano che però risuona in noi come se ci fosse vicinissimo, perché è l’origine da cui veniamo e la meta a cui tendiamo…Ed il sogno come il vento continua.”

Come ogni anno arriva puntuale la manifestazione “La Musica nelle Aie” dedicata alla riscoperta delle nostre più profonde radici vicine alla terra, alla natura e alla vita in compagnia ed allegria!
Con balli, musica, buon vino e buon cibo, tutto ciò che crea cultura.

E ci siamo anche noi a presentare sabato 11 maggio alle ore 15 (presso Villa Orestina) l’edizione 2013 del cd compilation “La Musica nelle Aie” edizioni Galletti-Boston. (Continua la lettura)

Cosa ti aspetta in console? Martedì 30 Aprile - Martedì 7 Maggio

[Quasi ogni settimana scegliamo due album. I due CD saranno tutto il giorno ospiti del doppio lettore con cuffia che vi aspetta in fondo al negozio. Senza alcun impegno. Per ascoltare qualcosa, se non sapete bene cosa. Per assaggiare suoni nuovi, se siete coraggiosi abbastanza.]

Goat - World Music (Rocket)

La World Music che viene da un piccolo paesino della Svezia (Korpolombolo), ma non nell’accezione in voga negli anni ’80 portata alla ribalta da artisti di fama internazionale, guardando all’Africa come nuova meta della popular music più esotica (e un pochino retorica). O meglio non solo.
Perché se quei caratteristici ritmi tribali impetuosi e ipnotici dettano ancora in parte le coordinate (non solo geografiche), il sound e l’ispirazione primaria sembra volgere più che altro agli anni 60, alla psichedelia, e all’atmosfera da comune di “freakkettoni”…del periodo in cui Beatles e altri s’innamoravano dell’India, di Ravi Shankar e del raga, filtrandola con l’avanguardia rock. Qui avviene spesso lo stesso e il sound è spesso abrasivo ed acido come nei migliori Jefferson Airplane. Oppure devia in direzione disco e funky con pezzacci appiccicosi e irresistibili.
Insomma, ci si può trovare un po’ di tutto in questo piccolo/grande calderone post-moderno, in cui il pescar a man bassa nelle acque del mondo ci rivela in fondo, quanto siano oramai limitativi certi confini. E come sia facile oltrepassarli.

Akron – Voyage of exploration (Vampisoul)

Un disco ambient – etnico? Musica space-jazz alla Sun Ra? È difficile stabilire con certezza cosa sia questo disco, ma almeno una cosa è chiara: il titolo non mente. È sicuramente un viaggio dedicato all’esplorazione, non solo dello spirito, ma anche in senso più stretto della musica vera e propria nelle sue tante e diverse forme ed epoche. Stando alle dichiarazioni del suo autore, che viene da Barcellona, nella sua musica si odono echi della musica colta del 900 di Iannis Xenakis , quella di canzonieri jazzy-esotici come Les Baxter , o di musica surf alla Ventures. Poi ancora il già citato Sun Ra, Goblin, Kraftwerk, Tangerine Dream… e tutto questo frullato in un immaginario filmico e filosofico che va da The Twilight Zone, Star Trek a Newton, Bertrand Russell, Richard Dawkins!
E lui non lo cita esplicitamente, ma nella lirica chiusura “Euclid’s funeral”, ci sentiamo, pur rielaborato con un sound originale, anche il maestro Morricone e i suoi spaghetti western. Ch’è sempre un ottimo riferimento con cui scegliere di congedarsi.

su Rolling Stone Magazine e su Il Resto del Carlino per il RSD 2013

Se lo dice Rolling Stone ci crediamo: siamo brave! Come dice la mia amica Cri, ogni tanto tutte le donne devono dirselo, da sole o a vicenda: Brava, tu, noi e tutte quante! Grazie Rolling Stone per l’attenzione dedicata e per l’unica foto pubblicata (proprio del nostro negozio): questo il link di tutto l’articolo con i 10 eventi selezionati in tutta Italia. (Continua la lettura)

Io compro in un negozio di dischi perché...

Se anche tu [ascoltatore, appassionato, band, musicista, associazione, club, caffetteria, sala prove, studio, fonico, amante, etc.] compri in negozio di dischi (qualunque) e pensi che ti arricchisca la vita, mandaci un’email a posta@casadeldiscofaenza.it con oggetto “IO COMPRO IN UN NEGOZIO DI DISCHI” (o un messaggio facebook nella nostra pagina Casa del disco di Faenza) e aggiungeremo in tuo nome alla lista dei sostenitori. I nomi che riceviamo entro giovedì 18 aprile - affrettatevi! - saranno raccolti in un poster appeso alla vetrina del negozio da sabato 20 aprile, Record Store Day”.

La grafica è realizzata dal nostro amico Dulcamara, bravissimo cantautore fra folk e hip hop: il suo disegno rappresenta in pieno il nostro stile, giocoso e informale. “Io compro in un negozio di dischi… perché?” Clicca sull’immagine per vederla interamente.

Questa grafica sta per diventare anche una borsina di tela portadischi (disponibile in 4 colori: naturale, castagna, verdone, grigio), in vendita in negozio a € 8 a partire da sabato 20 aprile. Per chi acquista almeno € 30 o più, può averla a metà prezzo (€4).

Record Store Day: Sabato 20 e Domenica 21 aprile 2 giorni di festival

Puntuali come un orologio svizzero ci stiamo preparando anche quest’anno a festeggiare il sempre più acclamato “Record Store Day”: quest’anno non solo Radio Capital, Radio2, Rockol e altri, ma anche riviste nazionali come Rolling Stone e XL si stanno occupando della Giornata Internazionale dei Negozi di Dischi Indipendenti (slegati da grandi catene di distribuzione), sabato 20 aprile. Dal 2007 artisti e negozianti si alleano per sottolineare l’importanza culturale e sociale di un negozio di musica in città. Passione, rispetto (per chi fa musica e chi la ascolta), esplorazione, dialogo, coagulazione. Il nostro sempreverde manifesto resta quanto mai attuale.

Quest’anno festeggiamo per 2 giorni, sabato 20 con apertura fino alle 9 di sera, e domenica 21 aprile con apertura 15:30-20. Due giorni di showcase (brevi concerti di 20/30 minuti), mostre, libri, edizioni limitate RSD (vedi qui la lista) e chiacchiere musicali, per dimostrarvi il ruolo di un negozio di dischi nel 2013: non solo vendita di CD, LP e affini, ma anche promozione di nuovi artisti, supporto alla comunità musicale locale, uno spazio amichevole e attento alle novità, un contributo alla vivacità cittadina.

Ecco il programma dei 2 giorni:

Sabato 20 aprile MARCO LIVERANI showcase dal vivo ore 18:30 indoor
Le sue canzoni testimoniano la fragilità della vita, testi veri e appassionati. L’estraneità della lingua inglese ci fa amare di lui la voce - che ci ricorda Jeff Buckley, le melodie - che ci ricordano Dylan, l’ispirazione - che ci ricorda Bukowski.

domenica 21 aprile ESTAMOS TODOS BORRACHOSshowcase dal vivo 
ore 17:30 outdoor
“La vita è altrove” è il primo progetto del trio strumentale: chitarre acustiche, elettriche, loop, basso, tappeti vocali in un “ambient-medievale” dedicato a questa ubriaca età di mezzo. Pagina Facebook e link Youtube per ascoltare alcune tracce. (Continua la lettura)

Cosa ti aspetta in console? Giovedì 4 Aprile - Giovedì 11 Aprile

[Quasi ogni settimana scegliamo due album. I due CD saranno tutto il giorno ospiti del doppio lettore con cuffia che vi aspetta in fondo al negozio. Senza alcun impegno. Per ascoltare qualcosa, se non sapete bene cosa. Per assaggiare suoni nuovi, se siete coraggiosi abbastanza.]

SUUNS - Images of the Future

Potremmo definirlo comodamente indie electro-rock, spasmodico e tensivo, scuola Radiohead (e si, la voce ricorda spesso e volentieri il buon Thom Yorke), ma è soprattutto moderno rock mutante, spesso imprevedibile e sempre squisitamente catchy, tipicamente anni 00. O dovremmo già dire 10 (o qualunque sia il modo con cui venga chiamato questo nuovo decennio)? Ma forse, come ci suggerisce il titolo, già votato e diretto altrove. Pattern ritmici motorizzati, circolari e ipnotici sostengono un sound morbido e seducente, dai timbri caldi e avvolgenti, che sfiora le lande liquide della psichedelia. Il risultato è adatto sia per un dj set, che a un solitario e assorto viaggio onirico in cuffia nella propria cameretta, battendo il piedino a tempo disco. Di sorprendente compattezza, si beve tutto d’un fiato come una dissetante bevanda estiva, dal retrogusto corposo. Provate a skipparne anche una sola singola traccia senza cadere nella spirale di assuefazione che provoca. Ottima la scelta dei singoli: 2020 con il suo gioco arty di chitarra, e Edie’s dream la più sofisticata e jazzy del lotto.

La recensione di Sentireascoltare

CESARE BASILE - Cesare Basile (Urtovox)

Un disco dalla Sicilia e in siciliano, aspro, rude e sanguigno come quella terra di cui si possono quasi sentire gli odori e il forte aroma, grazie agli evocativi testi del cantautore. Storie di fatica e sudore, di soprusi e resistenza, vittoriosi prepotenti e vinti che non possono che cercare eternamente di rialzarsi. Epica quotidiana e rurale al servizio di una musica folk-blues, ora più accogliente, misurata e carezzevole, oppure cruda, tagliente e leggermente sghemba come in certe soluzioni del Tom Waits della trilogia di Frank. Su tutti è particolarmente esplicativo un brano in cui si immagina Woody Guthrie scrivere una lettera all’uomo che mandò a morte Sacco e Vanzetti (“Lettera di Woody Guthrie al giudice Thayer”). Un po’ come nei dischi di De André e di tanta buona tradizione italica, le canzoni di Basile sono racconti e come fosse un aedo ci trasporta in mondi e ricordi apparentemente lontani, eppure così vicini. Perché le sue ballate possono essere figlie di qualunque tempo, i cui ritornelli potremmo sentire ancora molto a lungo.

La recensione di Sentireascoltare

Record Store Day 2013 - edizioni speciali: preordini

Puntuale come il Natale, arriva anche quest’anno la festa internazionale dei negozi di dischi, sabato 20 aprile sarà il Record Store Day. Come da consuetudine pubblichiamo la lista delle edizioni limitate in uscita e in arrivo in Italia che siamo in grado di ordinare e, se fortunati, di procurare per i nostri clienti. (Continua la lettura)

Cosa ti aspetta in console? Mercoledì 20 Marzo - Mercoledì 28 Marzo

[Quasi ogni settimana scegliamo due album. I due CD saranno tutto il giorno ospiti del doppio lettore con cuffia che vi aspetta in fondo al negozio. Senza alcun impegno. Per ascoltare qualcosa, se non sapete bene cosa. Per assaggiare suoni nuovi, se siete coraggiosi abbastanza.]

Christopher Owens - Lysandre (Turnstile / Fat Possum)

Cosa resta di quella fondamentale esperienza targata Girls che qualche anno fa fece quasi gridare al miracolo con quel “Father, Son, Holy Ghost”, album destinato a diventare un piccolo classico tra i cultori indie-rock, nel nuovo percorso da solista del suo creatore Cristopher Owens?!? A distanza di soli due anni da quel successo critico e di una certa fascia di pubblico, Owens si dichiara pronto a ricominciare da capo e riscrivere la sua storia.
Laddove il precedente album dal titolo semi-biblico proponeva una sorta di folk-rock esistenziale, younghiano, dalla palpabile tensione elettrica, virato verso le atmosfere decadenti e adolescenziali del cinema di Gus Van Sant, nel nuovo è chiaro che sono totalmente altre le fonti d’ispirazione e le necessità espressive. All’oscurità urbana oppone uno scenario più solare ma malinconico, adatto alle giornate di pioggia primaverile. Una certa indole e freschezza vintage-pop caratterizzano questo concept album dedicato alla francese Lysandre del titolo, sua fiamma negli ultimi quattro anni prima della rottura.
“Un amalgama fatta di inserti jazzistici, raccoglimento cantautoriale, surf ancheggiante, pregevoli proiezioni fiabesche” (Storiadellamusica), e squillanti e cristalline note di chitarra. Un po’ pop barocco anni ‘60 e un po’ Ariel Pink. Compatto, catchy ma con qualche dose di stravaganza, rinfrescante.

Mogwai - Les Revenants (Sub Pop)

Se Twin Peaks avesse un erede, sarebbe questo. Les Revenants, piccolo grande miracolo televisivo del 2012, ha la bellezza cupa e mostruosa di uno scenario onirico dal quale è impossibile fuggire e nel quale può accadere qualunque cosa”(BadTv). Les Revenants è una serie televisiva francese che sta riscuotendo un certo successo tra gli appassionati, con un tema horror a base di morti viventi che cercano di riprendersi le proprie vite laddove le avevano lasciate, raccontata con un tono più delicato ed europeo. Agli scozzesi Mogwai il compito di musicarla e farne vivere le atmofere, e insomma, quello di essere i degni eredi di Badalamenti. A detta di tutti pare proprio che ci siano riusciti, con un lavoro di grande spessore, ricchezza timbrica, visionarietà espressiva resa con una tavolozza di colori spettrali e lugubri.
L’album è quasi tutto strumentale (su territori post-rock e ambient) con una bella sorpresa alla fine, un brano country esistenziale, cantato, che potrebbe essere uscito dalla penna di certi Wilco (o degli ultimi Low prodotti da Tweedy,e il cerchio in ogni qual modo si chiude).