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Gruppo dalla produzione debordante e incontenibile, per non dire dispersiva, i Brian Jonestown Massacre di Anton Newcombe non mollano l’osso e a due anni dal bellissimo “My Bloody Underground”, dopo l’Ep propedeutico “One”, approdano in questi giorni all’undicesimo album di una carriera ormai quasi ventennale, registrato tra Islanda e Berlino, con il contributo di numerosi musicisti, tra i quali anche Will Carruters degli Spacemen 3 e il vecchio sodale Matt Hollywood (già membro della band fino all’album “Strung Out In Heaven”, del 1998).
Se il passato lavoro aveva segnato una sterzata abbastanza netta (e assai fruttuosa) della psichedelia classicamente neo-sixties della band verso più ombrosi territori shoegaze e post-kraut, con “Who Killed Sgt. Pepper?” la ricerca va di nuovo in testacoda stilistico e riorienta il proprio assetto calibrandosi sulle cadenze sconnesse e allucinate di un post-punk distonico e rintronante, sporcato da cacofonici quanto trance-ipnotici rumorismi di marca industrial (stilisticamente ben assortiti). Il risultato appare nel complesso permeato da un umore trasversalmente ballabile, quasi in odore di techno astratta e selvaggiamente tribale, sicuramente influenzata dal recente soggiorno berlinese del leader Newcombe.
(tratto da: http://www.ondarock.it/recensioni/2010_brianjonestownmassacre.htm)