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Che la cosa non vi sorprenda più di tanto, l’intento originale di Type era proprio quello di realizzare musica che a livello di contenuti potesse sposare le immagini. Musica da film per semplificare. Nel tornare su questo fondante principio, Type inaugura sotto il migliore degli auspici un sodalizio con Johann Johannsson, un musicista che spesso ha legato il suo nome al mondo delle installazioni per non dire a quello più propriamente visivo. Pubblicando nel 2002 per l’inglese Touch un disco ad oggi considerato influente come Englaborn, il nostro ha conosciuto un progressivo sviluppo in termini artistici quanto popolari. Una fama - la sua – che si è arricchita di disco in disco toccando vertici importanti con le due uscite per 4AD. Era solo una questione di tempo prima che Johannsson componesse la sua prima colonna sonora,. And In The Endless Pause ne è il risultato. Nato come accompagnamento al film animato del regista Marc Craste – Varmints – il disco porta in dote le capacità di arrangiatore dell’autore islandese, abile nel sovrapporre lavori orchestrali – dal forte respiro neo-classico – con immaginifiche iniezioni elettroniche. Aldilà del supporto alle immagini, va sottolineato come il disco goda di una vita propria, proponendosi come collezione strumentale dal fascino austero e delicato.
CON IL CONTRIBUTO DI UN’ORCHESTRA E DI UN CORO JOHANNSSON HA DIPINTO UN COMMENTO MUSICALE CHE, SE DA UN LATO E’ LEGATO ALLA DIMENSIONE DELLO SCORE CINEMATOGRAFICO PIU’ CLASSICO, DALL’ALTRA TROVA AFFINITA’ CON CERTE PAGINE ROMANTICHE DEL ROCK STRUMENTALE DEGLI ULTIMI ANNI (MUCCHIO APRILE)
SE SOLO TIM BURTON, ANZICHE’ RECLUTARE IL PREVEDIBILE DANNY ELFMAN, AVESSE GUARDATO DA QUESTE PARTI PER LA SUA ALICE…
(RUMORE APRILE, VOTO 8)
NON HA PAURA DI MISURARSI CON I MASSIMI ESEMPI. SI RESPIRA L’ARIA DEL PROKOFIEV DI EJSENSTEJN NEI FRANGENTI PIÙ TESI (ESCAPE, SIREN SONG), COSÌ COME IL ROMANTICISMO CLASSICO DEI DEBUSSY E DEI GORECKI (ENTERING THE CITY, THE GIFT). SI AVVERTE ANCHE IL PIGLIO ISLANDESE, QUELLO MAGICO E GHIACCIATO DEI SIGUR ROS (RAINWATER, PODS) E LA COMPOSIZIONE SINFONICA SI TRADUCE NELL’ESTETICA PIÙ CONTEMPORANEA ATTRAVERSO L’ELETTRONICA AGLI ULTRAVIOLETTI DI TIM HECKER (CITY BUILDING). UN LAVORO SUGGESTIVO.
(SENTIRE ASCOLTARE APRILE, VOTO 7)