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Un disco che ha preso vita in tanti luoghi, sia nella composizione che nella registrazione, sia geograficamente che temporalmente. Tanti stili che si fanno parole e canzoni: la bossa nova, lo swing, il fingerstyle chitarristico. Lo sfondo è sempre lo stesso, la ricerca quasi filologica di una sonorità antica - mai vecchia - che accompagni la voce nell’espressione di melodie semplici ma non quotidiane.
I testi sono lontani da orizzonti troppo “impegnati” e affrontano piuttosto i contrasti dell’anima, la saudade, i piccoli grandi racconti del nostro quotidiano di esseri sociali.
Numerose e fruttuose le collaborazioni nel disco: la presenza di Andrea e Gionata Costa tra i componenti della piccola orchestra d’archi composta da dieci elementi, i batteristi Simo Paglia e Luca Nobile, il sassofonista Sabatino Matteucci, il batterista e percussionista Marco Zanotti, il pianista Massimiliano Rocchetta, il flautista Davide Di Iorio. Prezioso il contributo di Mauro Mussoni, che per la prima volta firma un brano “lirico” d’ispirazione carioca. A firmare il mix di quattro brani Pier Carlo Penta, musicista e sound-engineer che tuttora lavora al fianco di artisti del calibro di Fabio Concato.
Massimo Giovanardi - voce e chitarra
Mauro Mussoni - basso e contrabbasso
Luca Nobile - percussioni e batteria