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Intenzioni ambiziose per Matthew Herbert, musicista sperimentale e produttore, che ha pronta la bella trilogia “One” da snocciolare nel 2010. “One One” è il primo capitolo della triade incentrato sulla vita di una persona in un singolo giorno, a cui seguiranno “One Club” – interamente composto da registrazioni fatte tra il pubblico del Club Robert Johnson a Francoforte durante una serata - e “One Pig” – con campionamenti della vita e della morte di un singolo maiale, dall’allevamento alla macellazione (con relative polemiche della protezione animali) in una rappresentazione “sonora” della vita moderna secondo l’artista. Questo primo disco “One One” è più prosaicamente composto dalle interpretazioni (ciascuna titolata a una città) di Herbert, che per la prima volta canta, scrive, registra e produce tutto da solo un suo album con un brillante risultato finale di intimo pop: ondivaghe basi elettroniche, impalpabili e micro, registro jazz-folk a tratti, talvolta con qualche accelerazione pop, in una marcata tensione intimistica e quasi crepuscolare di una grazia ostile che promette di schiudersi e non tradisce.