Casa del Disco

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di Galletti
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Del nostro tempo rubato

Prezzo:
€15,50
Data di uscita: 21 maggio 2010
Formato: CD

Del nostro tempo rubato è il nuovo album dei Perturbazione.

Arriva dopo oltre tre anni dall’ultimo disco di inediti “Pianissimo Fortissimo”.
Il quarto disco in italiano del gruppo piemontese, dipende da come si conta. Quel che conta o quello che è superfluo. Ci sono voluti due anni pieni per farlo. I Perturbazione l’hanno visto nascere e lievitare in casa, da soli, con il supporto fondamentale di Fabio “Magister” Magistrali, già al lavoro con la band su “In circolo”, l’unico uomo dietro al mixer di cui i Perturbazione hanno completa e compatta fiducia.

Del nostro tempo rubato è quello che una volta si sarebbe definito un album doppio: più di 20 canzoni, 75 minuti circa.

Arriva un punto nella vita di una band o di un artista in cui osare diventa la necessità. Lo hanno fatto, tra gli altri, Clash, Sonic Youth, Husker Du, Minutemen e prima ancora i Beatles. E’ arrivato il tempo di rischiare. Davvero. Mai come oggi vale la pena di rinunciare alle 10 canzoni raccolte in un glaciale jewel box. Rischiare fino in fondo perché si sono sedimentate un mucchio di cose da estrarre e da dire, ora.

Anche Del nostro tempo rubato nasce con la necessità di comunicare attraverso le canzoni, come sempre nella storia del gruppo. Solo che stavolta i Perturbazione le hanno assecondate invece di guidarle passo dopo passo. Suonare, provare, osservare cosa ne esce fuori. Il risultato è l’album in assoluto più ambizioso del gruppo. Ma anche il disco che nessuno si aspetterebbe da loro. I Perturbazione danno qui sfogo a tutte le loro passioni musicali e narrative.
È un disco esteticamente ed eticamente fuori dal tempo, figlio di Zen Arcade, Sandinista, English Settlement e Daydream Nation, ma in cui il pop, nel suo senso più nobile, risuona in ogni traccia. Un album sporco, gonfio, bagnato, livido, autunnale, primaverile, domestico, randagio, viaggiante, irritato, forse felice. Acustico, classico, elettrico, elettronico.

Un disco e un gruppo unici, che per arrivare a scrivere, eseguire e soprattutto immaginare questa complessità ha attraversato diversi cambiamenti. Traslochi di formazione, etichetta, città, famiglia.

Il trasloco è una metafora esistenziale. Mille sono le ragioni per cambiare casa: perché si sta stretti o perché all’improvviso c’è troppo spazio, perché è legata a ricordi troppo dolorosi o troppo dolci, perché è abitata dai fantasmi, da coinquilini insopportabili o da vicini rumorosi, perché ci hanno sfrattati, perché non sopportiamo più la provincia e cerchiamo la grande città, perché la metropoli ci soffoca, perché in questo quartiere non si vive più, perché me ne vado dall’Italia arrangiatevi, perché torniamo dai nostri genitori, perché lei mi ha lasciato, perché lui se n’è andato, perché perché perché…

Per loro fortuna, negli ultimi tre anni i Perturbazione hanno cambiato casa perché ci voleva una stanza in più. Quella per un figlio. O sono fuggiti da una casa per lasciare qualcosa e cercare qualcos’altro. Ma in comune con tutte queste trame incrociate c’è il regolamento di conti che attende al varco chiunque sia costretto a infilare ogni suo avere dentro scatoloni chiusi con lo scotch da pacchi.

Ci sono le vecchie lettere d’amore, i dischi di pezzi previously unreleased che avrai ascoltato sì e no due volte in tutta la vita, gli album Panini, i 45 giri degli anni ‘80, le foto della classe delle medie, l’allacciamento alla rete internet da parte di un nuovo provider che ti ha fatto un’offerta impossibile da rifiutare e che poi ci mette due mesi a farsi vivo, i mobili e i servizi di porcellana che i tuoi parenti cercano di rifilarti con la scusa che hai più spazio…

Ci si accorge che le nostre esistenze sono simili alle memorie dei nostri hard disk o supporti magnetici. Pieni di tutto, utili a poco.

Nel 2010 l’Italia sembra qualcuno che deve affrontare un trasloco. Ma non ha nemmeno ancora pubblicato l’annuncio. Questo paese è una casa da cui fuggire, ma in cui si finisce sempre e comunque, per slancio o sfinimento, col riprovarci. Nessuno ha più fiducia nell’Italia e negli italiani. Ma i Perturbazione hanno fiducia nell’italiano, inteso come lingua, a cui hanno deciso di affidare le loro storie.

E tutto continua, un amico deve traslocare.

Così eccoli qua, i Perturbazione, con un paio di jeans vecchi e una maglietta bianca di recupero, a tentare di dargli una mano. Sono le dieci e siamo tutti al bar ad aspettare gli ordini, l’amico ha chiamato al cellulare, ha bucato la sveglia, sta scendendo, ordinategli un caffè, arriva, sposta qua, carica lì, i libri di là, le stoviglie in cucina.
I dischi… chi li fa più i dischi, nel 2010?

Tracks:
  1. Istruzioni per l’uso
  2. Mondo tempesta
  3. Del nostro tempo rubato
  4. Vomito!
  5. Mao Zeitung
  6. L’Italia ritagliata
  7. Revival Revolver
  8. Buongiorno buonafortuna
  9. Primo
  10. Il palombaro
  11. La fuga dei cervelli
  12. Partire davvero
  13. Io sono vivo voi siete morti
  14. Esemplare
  15. Promozionale
  16. Niente eroi
  17. La canzone del gufo (Bohemian Groove)
  18. La cura del sonno
  19. L’elastico
  20. Cimiterotica
  21. Come in basso così in alto
  22. Musica leggera
  23. Last Minute
  24. Titoli di coda