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dove è andata a finire la musica alternativa italiana?

dove è andata a finire la musica alternativa italiana?

Sì sì, sono tutti italiani, davvero. Nonostante le difficoltà ad emergere, in questi mesi alcuni artisti italiani si stanno difendendo bene, che siano cantautori sgarbati, urlatori di professione o evocativi costruttori di edifici sonori. Ci sembrava che dopo l’ondata importante degli anni ‘90 la musica alternativa italiana (di tradizione rock cantautorale) si fosse un pò spenta,magari dietro agli enormi successi dei reality tv e magari anche per la difficoltà a farsi interprete di un sentire comune disorientato. A metà dei 2000 sono arrivati fenomeni come Baustelle e Le Luci della Centrale Elettrica a farsi largo fra le tante forme di cantautorato italiano. Mentre Vasco Brondi delle Luci pubblica un libro e lo recita proprio questo venerdì a Bologna (al Locomotiv http://www.leluci.net/index.phtml?id=71), in questi mesi si sente musicalmente parlare di altre band, sulle scene da più o meno anni, che si stanno avvicinando ad un pubblico più vasto (grazie a Rockit, a Federico Guglielmi e ai giornalisti che ne parlano, ai gestori dei locali, ai concerti, e a tutti quelli che vi operano). Eccone alcune.

IL TEATRO DEGLI ORRORI - A sangue freddo (ottobre 2009). “Siamo stanchi delle solite frittate rock italiane, stanchi dello sciatteria culturale che ci propinano le grandi case discografiche, stanchi di tutte le canzoncine che ascoltiamo in radio o “vediamo” in televisione, che durano sempre e soltanto l’arco di una stagione e poi -grazie a dio- non se ne sente più parlare. Un quartetto rock bello classico, con una gran voglia di suonare della musica potente ma intrigante, violenta ma dai contenuti romantici, ignorante ma colta, un occhio ai Melvins ed uno a Dylan, un po’ Birthday Party e un po’ progressive. Vi sembra poco? O è forse troppo? Ascoltare per credere.” www.myspace.com/ilteatrodegliorrori

DENTE - L’amore non è bello (febbraio 2009). Dente è simpatico, e sul palco fa il simpatico nerd a cui gli si perdona un eccesso di umiltà (o al contrario?), lo starnuto al microfono e la figura da impacciato cantautore perso fra i giochi di parole. La sua voce assomiglia a quella di Battisti, lui normalmente scrive solo alla chitarra ma nell’album ha arrangiato i pezzi insieme a degli assi da 90 della musica alt italiana, ma nonostante ciò resta un disco delicato, mai urlato, dove la voce (anche stile Tiromancino) resta lì sospesa a dire cose assurde con un tono serio e impostato. Su questo Dente è bravo: la curiosità dei testi unita alla semplicità delle melodie fa sì che diventi un album da riascoltare.
http://www.rockit.it/album/9782/dente-lamore-non-e-bello

BRUNORI SAS - Vol.Uno (luglio 2009) Il mio amico Simone ha scritto così:
“E insomma Brunori S.A.S. ha vinto il Premio Ciampi per il Miglior Esordio dell’anno con questo Vol. 1, e allora parliamone, perché i discografici mandano i cantautori ai premi proprio perché sperano che li vincano, così poi la gente ne parla, e Brunori ha vinto. Brunori di nome fa Dario, è di Cosenza e RockIt sono quattro mesi che ci dice che è un gran figo. Ha il nome di una ditta, la ditta di suo padre, suo padre che a un certo punto muore e Dario deve abbandonare la coolness toscana per tornarsene a Guardia Piemontese, profondo sud nonostante il nome, costa tirrenica, uno di quei paesini che d’estate esplodono e d’inverno implodono, un po’ come Lido di Classe da noi, e Dario torna a casa da una famiglia sfatta e si mette a lavorare nella ditta del padre e a scrivere canzoni. “Per esorcizzare”, come si dice in questi casi. C’è sempre una storia così dietro a un cantautore.” (continua qui)

EDDA - Semper Biot (ottobre 2009) Era la voce e la mente dei RITMO TRIBALE. Nati nell’humus degli Afterhours, poi i cugini milanesi sono diventati ben più famosi. Dopo anni di assenza dalle scene torna Edda con un disco NUDO (“semper biot” = “sempre nudo”), sospeso tra un senso di tragedia imminente e un miracolo altrettanto a portata di mano. Sorretta da una strumentazione appena essenziale, la voce di Edda, capace di esprimere una forza, una personalità impensabili oggi, confidente, profonda, sempre in fuga da soluzioni prevedibili e con una gamma straordinaria di sfumature, che sono anzitutto emozionali. Ha una forza che riporta dritti allo spirito migliore del rock anni ’90, ma che al tempo stesso appare ormai come una voce “senza tempo”, fuori da ogni definizione.
http://www.myspace.com/stefanoeddarampoldi

AMARI - Poweri (ottobre 2009) Si chiamano amari e mettono un mega gelato cosmico in copertina: “siamo dolci, assaggiateci!”. Su via l’electro-rap degli Amari è un gelatino al pistacchio che si sposa benissimo con l’electro dance di super moda oggi. E in più ha i testi in italiano, e più intelligenti di quelli di Lady Gaga.

**CALIBRO 35 - s/t (ottobre 2009). Bravi bravi bravi, divertenti. I Calibro 35 si inzuppano le mani delle colonne sonore di film anni ‘70 (quando il funky soul imperava) e le arrangiano per combo rock con chitarra 60s wawa, basso fuzz, batteria schizzata, tastiere e sax. Il disco, che si muove tra episodi più noti e oscure jam indie-funk, contiene musiche di Morricone, Micalizzi e altri grandi Maestri italiani tratte da pellicole come “Italia a Mano Armata”, “Milano Calibro9” e “Indagine Su un Cittadino al di sopra di Ogni Sospetto” così come brani originali ispirati a suoni e atmosfere dei film di genere. Un gioiello italiano già esportato negli Stati Uniti.
www.myspace.com/calibro35

RADIODERVISH - Beyond the Sea (ottobre 2009). E’ un disco gentile, di grande impatto emotivo e di melodie evocative concepito dai Radiodervish da tra la Puglia e Gerusalemme. L’album contiene solo brani inediti e rappresenta una nuova fase di quella Babilonia dell’anima dalla quale i Radiodervish provengono e alla quale continuamente si riferiscono. http://www.myspace.com/radiodervish

GIARDINI DI MIRò - Il fuoco (settembre 2009). Lo presentano loro, il nuovo disco, che un’opera musicale post rock. “Il nuovo disco dei giardini di mirò è pronto. L’abbiamo in mano. Contiene le musiche composte per la pellicola “Il fuoco” ma non è solo un lavoro di sonorizzazione, è il nostro disco nuovo. Entra a tutti gli effetti nella nostra discografia insieme ai titoli precedenti, “Rise and Fall”, “Punk not Diet”, “Dividing Opinions” ed ora “il Fuoco”.l cd ha un packaging notevole, curato da Francesco Forti e contenente un ampio booklet con diverse foto fatte da Matteo Serri durante “la prima” al Cinema Massimo di Torino. Insomma, abbiamo cercato di fare le cose nella maniera piu curata possibile per offrirvi il nostro meglio…”

Anche noi, alla Casa del disco. Grazie