Casa del Disco

Casa del Disco

Corso Mazzini 38
48018 Faenza (RA)
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Orari di apertura

giovedì, venerdì e sabato
dalle 10.00 alle 13.00
e dalle 15.30 alle 19.30
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ci piace essere multi-nicchia e in periferia

ci piace essere multi-nicchia e in periferia

Appunti e pensieri da un weekend di concerti in corso e in vetrina

La Casa del Disco è un negozio multi-nicchia fatto come una scacchiera. Io e Serena siamo i contorni di ogni quadratino che frullano fra l’uno e l’altro, dal death metal al liscio, senza perdere di vista ciò che di buono c’è in ognuno. Ciò che c’è buono si vede da come le persone lo guardano e da come lo chiedono, si vede dall’importanza che loro gli danno e se il loro amare la musica è temporaneo o a lungo termine… (prosegue in allegato)

Ci sono le nicchie in cui abitiamo in centro storico e quelle invece in cui abitiamo in periferia, L’importante è girare e imparare, conoscere qualcuno che abita in centro e confrontarsi, trovare terreno comune e arrivare ad un passo più in là di ieri.

Come la musica etnica. Io la pizzica, la taranta e la musica popolare regionale non le sopporto. Serena invece le ama molto, così come tutta la musica folk etnica che parla di campagna e natura. Lei abita in centro. Sono io che sto isolata in campagna, per voler di metafora. Però la musica popolare è uno di quei pochi generi in grado di creare un’atmosfera unica. Sabato ad AIE IN CORSO faceva caldo. Il voltone di Vicolo Bertolazzi sembrava un’aia in centro storico e la nostra idea campagnola si è materializzata dalle 18 fino ad oltre le 22.30, quando almeno 150 persone stavano ancora qua davanti felici di veder suonare Durkovic, gli Arangara, i Cascaréa, Quinzan e gli Accordincanto. Atmosfera e concerti di una semplicità e un’energia ineguagliabili.

Come i cantautori italiani, dove invece entrambe abitiamo piuttosto in centro, e allora quando arriva la piccola ditta BRUNORI SAS a suonare in vetrina in una domenica sera di pioggia e intimità, ecco che l’emozione ti fa sudare le mani. Palpabile. Dario Brunori, insieme a corista (bravissima) e sassofonista, ci ha cantato tutto l’album in vetrina: c’era la gente appiccicata al vetro che cantava e c’erano le parole leggere che scivolavano come la pioggia. Camminavamo su un terreno comune, di età, di stile, di cose che ci piacciono, di esperienze. Ci vedavamo specchiati l’uno nell’altro come ci conoscessimo da una vita. Non siamo solo “Fenotipicamente simili” come dice la Fra.

Come… prosegue nel prossimo post.

Allegato: