Tel. 0546-668194
Mandaci un’e-mail
Iscriviti alla newsletter
Noi ne conosciamo quattro, ma forse ce ne sono altri. Parliamo di quattro band/artisti che sono nati e cresciuti a Faenza cibandosi di crescioni alla Magnuga, concerti al Clandestino, paste di C&P, estati all’Hana-bi ed eccessi di creatività. Sono (in ordine alfabetico): Dulcamara, Heike Has the Giggles, Il Lato Oscuro della Costa, Simona Gretchen. In questi mesi sono tutti usciti con un album di debutto (o con il secondo album) dimostrandoci di essere all’altezza di successi nazionali (spesso anche più). I quattro non suonano cover di Gianni Morandi, no. E non sono neppure dediti al belcanto all’italiana di Laura Pausini o Tiziano Ferro. E a Sanremo farebbero la stessa figura degli Afterhours e di Simone Cristicchi, anche se sul palco sarebbero più belli e più giovani. Dunque, parliamone. Perché è curioso che proprio nel 2009 3 case discografiche (di cui 2 neonate) abbiano investito su 4 band delle nostre parti. L’assortimento è notevole: i generi affrontati sono i più diversi e i più belli. C’è il cantautore pop-hip (Dulcamara), ci sono gli indie-punk (Heike Has the Giggles), ci sono gli alt-hip hop (Lato Oscuro) e c’è la cantautrice acida (Simona Gretchen). I loro CD sono in vendita qui in negozio a prezzi popolari (10 e 12 euro).
Dulcamara - Il Buio (Semai/Brutture Moderne, 2010)
A suo agio nell’ambiente in cui nasce e cresce la passione per il rap, Mattia parte con determinazione all’esplorazione di suoni e generi pensando alla cultura hip hop come punto di osservazione verso fuori e mai come punto d’arrivo. Mattia è legato alla tradizione cantautorale italiana, si ispira alla musica balcanica per gli arrangiamenti orchestrali (fiati e tastiere), ascolta cantautori nordamericani degli anni 2000 e mette alla prova le abilità tecniche (ed elettroniche) di produzione apprese negli Stati Uniti. Nel 2007 esce Lasciami Ad Est, esordio gioiello del musicista faentino. L’album piace, ai giovani, alle mamme, a chi ascolta rap e a chi ascolta pop. E’ tutto scritto, cantato, suonato e arrangiato da Dulcamara. Oggi arriva Il Buio che, a partire dalla copertina, è un trattato sulla Luce: quella del sole, all’alba, quella di una lampadina, fulminata, quella del fuoco e quella al neon. Il Buio suona come Neffa che incontra Capossela al bancone di un bar: Neffa è stranito e imbarazzato, “Vinicio è un pazzo” pensa, ma ne subisce il fascino. Neffa prende coraggio e gli racconta una storia, che suonerebbe esattamente come suona Dulcamara: stranita, vagabonda e decisamente romantica. Dulcamara ha un bel vocione profondo, un’attenzione curiosa per i testi, una propensione per i ritmi in levare, le melodie tormentone e gli arrangiamenti curati. Ci sono almeno 4 singoli nell’album e fa l’effetto “palestra”, più la frequenti e più ti piace.
www.myspace.com/dulcamaralabel
Heike Has the Giggles - SH! (Kitano, 2010)
Li abbiamo intervistati un paio d’anni fa per un giornale locale, il loro primo demo ha accompagnato notti d’agosto verso il mare. Sono anni che Ema, Matteo e Guido ci mettono grinta e determinazione nella loro musica. Che suona proprio così. Grintosa e determinata: batteria metronomica nei ritmi alla Arctic Monkeys, basso pulito postpunk misto funk e chitarra dai riff mnemonici con un suono spiazzante per quanto è diretto. La voce di Emanuela è ispirata a PJ Harvey che però si trattiene nelle melodie, che restano precise fresche ballabili e pure sexy. L’etichetta che li produce nasce dall’unione di forze fra i due locali rock della zona, il Bronson di Ravenna e l’Estragon di Bologna, che con la neonata Kitano danno alle stampe l’esordio dei tre faentini/solarolesi.
www.myspace.com/heikehasthegiggles
Il Lato Oscuro della Costa - Amore, Morte e Rivoluzione (Semai/Brutture Moderne/Bronson Produzioni, 2010)
Il Lato Oscuro ha una storia lunga e articolata nella scena hip hop regionale e nazionale nata nel ravennate intorno al 2003 da DJ Nada (musiche) e Moder, Penombra, Polly e Tesuan (rap). E’ un caso eccezionale, il Lato Oscuro, perché i cinque riescono a mettere d’accordo il mondo hip hop con quello del rock indipendente/alternativo creando un dialogo quasi inedito fra le due culture musicali. Allo stesso modo, il Lato Oscuro ci è tanto familiare per quanto ci è estraneo: se “Artificious”, il loro primo album, è stato la colonna sonora di un’intera estate al fiume, i loro concerti e i side-project (Mr.Hellink, Delitto Perfetto) sanno sempre come sorprenderci. Ora esce “Amore, Morte e Rivoluzione”, il secondo album ufficiale, più orientato all’elaborazione dell’alternative rock come fonte di campionamento e ispirazione, restando sempre in un contesto prettamente hip hop.
www.myspace.com/latooscuro
Collegamenti:
Dulcamara / Lato Oscuro della Costa: la produzione è dell’etichetta Semai/Brutture Moderne fondata da Andrea “Duna” Scardovi (breaker di fama internazionale con la Break The Funk e proprietario del Duna Studio di Russi) e da Francesco Giampaoli
Heike Has the Giggles / Lato Oscuro della Costa: fanno parte del roster dell’Estragon Booking, al fianco di artisti del calibro di Africa Unite, Meg e Massimo Volume.
Simona Gretchen - Gretchen pensa troppo forte (Disco Dada, 2009)
Si pensava dovesse sfondare come bassista dei Karmica (vincitori di Faenza Rock e band di punta della scena locale di qualche anno fa). Invece no: conclusa l’esperienza Simona inizia a scrivere, e scrivere, e scrivere ancora. E suona, e bussa alle porte, e arrangia, e si sbatte, infila il primo demo nella borsa, timida timida crede tanto nel suo progetto. Fino che ora c’è chi bussa alla porta per lei e chi risponde a chi bussa. Toc Toc! Simona c’è, porta a spasso la sua musica e i suoi pensieri stanno uscendo ad alto volume. Su Radio Rai 1 e Radio Rai 2, dove si esprime con lucidità, intelligenza e capacità di sintesi; sulle riviste di musica, che la intervistano e ne parlano come la PJ Harvey di “Dry” e “Le luci della centrale elettrica al femminile”; sulle webzine musicali dove riflettono sul fatto che “sta crescendo una generazione di arrabbiati cantautori neo-punk, figli post-ideologici dei Cccp, che pensano (troppo?) forte sulle macerie di un mondo che non si sa come ricostruire”. Ma la musica, come suona? Ce lo spiega bene il giornalista Federico Guglielmi, che scrive “undici episodi strutturalmente scarni ma quasi sempre sostenuti da una grinta e una ruvidezza di stampo rock, espresse in soluzioni chitarristiche per lo più abrasive, parole belle e profonde intonate/declamate con voce potente e duttile, atmosfere dove la luce stenta a insinuarsi tra ombre peraltro non opprimenti”.
www.myspace.com/simonagretchen