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Caro Johnny,
avresti compiuto 78 anni, oggi, ma te ne sei andato 6 anni fa. Hai sempre inciso tanto, tantissimo, e per fortuna la malattia non ti ha fermato. Anche poco prima di morire hai registrato i pezzi che sono in American V, e ce ne erano talmente tanti altri che sono finiti in American VI. Che esce oggi, per il tuo compleanno. In un’intervista al Mucchio Selvaggio del 1994 ci rassicuri: “Comunque l’età per me non ha più nessuna importanza, quando mi alzo mi sento come a 30 anni. E’ passare ogni giornata che mi fa invecchiare!”.
E quante canzoni hai in grembo, quante ne hai registrate con Rick Rubin, quante ancora sono state ripescate per riempire le tracce di Unearthed, American V e ora di American VI. “Se non avessi queste passioni che mi bruciano, se non avessi queste battaglie da fare con me stesso, sarei senza dubbio incapace di scrivere buone canzoni e di cantarle con altrettanta intensità”. Massì, però nella tua vita ti sei anche sballato di brutto, hai fatto anche l’attore in un film di serie Z, … “Oh mio Dio! Interpretavo il ruolo principale, il maniaco cattivo. Avevo appena scoperto le anfetamine. Quando guardi il film è evidente che ero carico. Ho recitato completamente sconvolto”.
Ora tieni la bestia al guinzaglio, la lasci libera quando suoni e scrivi nuove canzoni, vivi nella solitudine religiosa di Hendersonville (a 30 km da Nashville), suoni durante la messa ma anche notti consecutive per quel geniobarbone schizofrenico di Rick Rubin, sei un nonno saggio che con voce sepolcrale e chitarra acustica riesce ancora oggi, che non ci sei più, a farci sentire la vita sul palmo di mano.
“Canto questa canzone per te: né pubblico, né performance, né showbiz, né salamelecchi.
Grazie Johnny.
Johnny Cash - American VI Ain’t No Grave
Francesca Fiorentini (non verificato) ha detto:
Davvero un bell’articolo, complimenti ragazze. Tanti auguri mr Cash!