Casa del Disco

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Aie in Corso: anteprima urbana de "La musica nelle Aie" e nuove pubblicazioni

Aie in Corso: anteprima urbana de "La musica nelle Aie" e nuove pubblicazioni

Nonostante il tempo ballerino questo è il weekend de La Musica nelle Aie, scarpe comode e camicia a quadretti, e tantissima musica popolare. Domani mattina - sabato 8 maggio - anticipiamo in città l’umore e l’atmosfera delle aie su Corso Mazzini dalle 11 alle 13 con tre brevi concerti di gruppi che hanno in questi giorni un disco in uscita per le edizioni Galletti-Boston. Domattina suonano Arangara, Roberto Durkovic e i Fantasisti del Metrò e la Carampana, siete tutti più che invitati a portare fiori in città, togliervi le scarpe sul corso fresco di nuova pavimentazione e ballare!
Qui sotto una presentazione dei 3 album a cui aggiungiamo le altre 2 produzioni folkloristiche.

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ARANGARA - Terra di mari
Gruppo di musica etno-folk autorale, gli Arangara nascono nel 2005 come progetto musicale che porta i tratti della musica popolare della Calabria e del sud Italia rielaborati in maniera cantautorale. Dopo una intensa vita di concerti e successi di piazze e sagre, in tutta Italia e anche all’estero, gli Arangara pubblicano “Terra di Mari” (edizioni Galletti-Boston), album di musica popolare dalla carica travolgente che unisce un’attenzione per i testi (alcuni in calabrese, altri scritti da Pierangelo Bertoli, Claudio Lolli, con la partecipazione di Carlo Lucarelli) all’uso moderno e disinvolto di strumenti autoctoni (marranzano, organetto, lira calabrese, tamburi a cornice, mandolino, ecc).

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LA CARAMPANA - Archi di Tempo
Erano almeno 10 anni che Faenza aspettava il CD de La Carampana. Nata a Faenza nel 1989, fin da subito ricerca e ripropone musiche e balli saltati tradizionali ed anche brani di liscio antico, diffusi in Romagna e nell’Appennino Bolognese fino a circa metà del ‘900. I racconti di anziani suonatori e nonni ballerini incontrati per aie e campi sono stati fondamentali per recuperare questa parte di patrimonio culturale che veniva tramandato oralmente. A La Carampana e in particolare al violinista Roberto Bucci, si deve l’avvio delle esperienze di recupero e riproposta dei balli tradizionali nell’area faentina. E’ la nostra memoria storica che La Carampana, con questo CD “Archi di tempo”, cerca di fissare. Gli strumenti usati, quando il gruppo è al completo, sono quelli tipici dell’orchestrina da ballo di inizio ‘900: violini, violoncello, contrabbasso, mandolino, mandola, chitarra. Anche lo stile d’esecuzione è quello tipico dei suonatori da ballo popolare dell’epoca. Ma questo repertorio non è morto: le esibizioni de La Carampana sono seguite da numerosi ballerini che contribuiscono a ricreare e a mantenere vivo un clima di festa tradizionale che ha origini antichissime.

Nella stessa direzione quasi-antropologica va il libro-cd “Le cante romagnole”, opera che vuole riportare alla luce un mondo, quello contadino e del canto popolare con una selezione di 14 tra le più famose composizioni del M° Domenico Giulio Cesare Martuzzi su poesie di Aldo Spallicci. Il CD, contenente 14 registrazioni originali dei primi anni ‘70, è accompagnato da un libretto con tutti i testi dialettali (più libera traduzione italiana), brevi note esplicative e un saggio musicale del M° Pellegrino Santucci.

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ROBERTO DURKOVIC E I FANTASISTI DEL METRò: Strade Aperte
Roberto Durkovic è nato in Italia ma le sue origini praghesi trapelano dalle sonorità mitteleuropee impresse alla sua musica. Da oltre 12 anni vanta una prolifica collaborazione artistica e interculturale con un gruppo di musicisti tzigani incontrati nei vagoni della metropolitana di Milano. Affascinato dal loro talento ha perseguito e concretizzato con volontà testarda un progetto artistico che coniuga, senza attriti, il ritmo allegro della musica Rom con la sofisticata canzone italiana d’autore, senza trascurare i colori della rumba e del flamenco oltre alle pennellate di tango argentino che denotano la grande stima di Durkovic per Astor Piazzolla. Il quinto disco di Durkovic e i Fantasisti del Metrò “Strade Aperte” scorre piacevolmente tra brani di grande levatura tecnica, in bilico come sempre tra festosità e malinconia, utilizzando appieno la riuscita formula strumentale che accomuna e rigenera un groviglio di tradizioni balcaniche, gitane e del grande cantautorato italiano. Nel libretto le avvertenze di Durkovic:
CD altamente indicato agli amanti della musica che sa anche far riflettere, a chi danza a piedi scalzi, a chi vede oltre, a chi frequenta solo “Strade aperte”.
Istruzioni per l’uso: riciclabile come antifurto contro gli zingari.
Dosaggio: si raccomanda l’ascolto prolungato, più volte al giorno.
Effetti collaterali: causa problemi alla vista, può far vedere gli zingari sotto una luce diversa.

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Oltre a queste nuove pubblicazioni abbiamo anche la compilation Aie d’Italia, un doppio CD uscito a novembre scorso in occasione del Mei contenente, tra gli altri, brani di Teresa De Sio, Davide Van De Sfroos e Mau Mau.

silvia (non verificato) ha detto:

è il caso di dire “scarpe diem”
io non me lo perdo.

Francesco (non verificato) ha detto:

Ci sarò. Grandi tutti. I miei preferiti rimangono gli Arangara. Grazie.