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Non voglio parlare di Brothers, il nostro best seller rock’n’roll dei Black Keys, ma voglio parlare di un’accoppiata giustissima. In questo caso non è una coppia ma è un trio, e per quanto conosco l’italiano non vedo una parola pop e adeguata quanto “accoppiata”: trittico, terna, triangolo, terzina, sì forse terzina, dato che si parla di musica, e gran parte di quella dei Broadcast è in ritmi ternari.
BROadcast & the Focus Group
BRAncaleone (Rocca)
BROnson Produzioni.
svolgimento: Il gruppo inglese Broadcast & the Focus Group ha suonato questa sera alla Rocca Brancaleone di Ravenna per la rassegna “Weird Tales” del Bronson produzioni all’interno del Ravenna Festival. Concerto? Video-concerto, magnetico.
Lei e lui sul palco buio a smanettare fra sintetizzatori, campionatori, mixer, effetti alla voce. Un palco grande e ordinato, senza cavi e jack che sbisciolano attorcigliati da tutte le parti. Alle loro spalle un mega schermo da proiezione cinematografica (alla Rocca di ravenna fanno una rassegna di cinema, come la nostra Arena Borghesi) che di lì a breve proietterà 3 video di 20-30 minuti l’uno dai titoli quanto mai enigmatici. Ci sono anche un paio di chitarre che sentiamo, riconosciamo la fonte del suono, e le chitarre sono quasi un approdo temporaneo alla navigazione in alto mare che facciamo insieme ai Broadcast. Magnetici, sono magnetici, i video di natura storpiata dall’uomo, anatomia microcellulare, fiori che sono candele e candele che hanno i colori dei fiori, forme, parchi, giardini, un occhio, il mio, il loro, quello di tutto il pubblico, che li guarda e li gode, nel vero senso del termine “godere”, restare in religioso silenzio per poco più di un’ora e sprofondare nella musica. Nei suoni: la ritmica non si rivela come tale ma vien fuori dagli incastri di suoni e dalle melodie accartocciate e mozzate, ogni tanto arriva il dub e ogni tanto la base elettronica da cameretta, ma per lo più sono variazioni su microtemi di chitarra o di sintetizzatore che risalgono ai loro album e sui quali improvvisano e interagiscono con i video. La voce di lei incanta, lei che pare l’incarnazione di Nico e sembra aver studiato da Grace Slick dei Jefferson Airplane. A differenza di loro lei ha una voce più omogenea e ininterrotta che però si sporca coi tanti effetti (eco e tremolo su tutti), i controlli svalvolati del sintetizzatore, le schitarrate (un pò Velvet effettivamente) che ogni tanto ci riportano a riva.
Io, personalmente, me li ero un pò dimenticati i Broadcast. Li avevo lasciati a quell’album che tanto mi aveva preso, Tender Buttons, per poi perderli fra ascolti frettolosi di “Investigate Witch Cults Of The Radio Agera”. Scopro, grazie al concerto, che voglio tornare sui miei passi incerti per ricapitolarli da cima a fondo, più a fondo, voglio andare. Perché ho la sensazione che siano uno dei pochi gruppi da nutrire come le piante, non ti accontentano subito ma se germogliano e fanno i fiori, ti lasciano intuire come sarà la musica nel futuro.
Mercoledì sempre alla Rocca per Weird Tales suona Murcof = andare!
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