Casa del Disco

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Io, nel buon senso, ci credo ancora

Io, nel buon senso, ci credo ancora

“Aspetta, devo buttare la cicca di sigaretta”, mi ha detto mio babbo prima di andare via. L’aveva tenuta per più di un’ora in mano mentre io ero sotto al palco ad applaudire Bollani. Lui, fumatore ingiallito che ha ricoperto il suo metro quadrato di giardino con mozziconi di Merit. Vuoi l’anzianità, vuoi il buon senso acquisito negli anni, ma anche Beppe Grillo ha i suoi meriti. Ieri, al Woodstock 5 Stelle c’era una civiltà rispettosa che ai miei occhi è sembrata evoluta quanto quella dei paesi nordici, che quando mi sono immatricolata all’università della Danimarca mi hanno dato la tessera magnetica per entrare nel dipartimento a qualsiasi ora del giorno e della notte*. Non siamo molto abituati a ricevere libertà e un buon servizio gratis, ma appena li riceviamo ci sentiamo responsabili di questa fiducia concessa.

In tutti i grandi raduni musicali dove sono stata ci sono controlli all’ingresso che limitano bottiglie di vetro e quant’altro per motivi di sicurezza e anche per motivi commerciali. Al Woodstock 5 stelle l’ingresso era libero e gratuito per tutte le 100mila persone che sono intervenute: per le famiglie con i bambini, per il proprio cane, per le sedie a rotelle, per i contestatori, per gli skate, per gli striscioni da innalzare, per gli zaini pieni di birra e panini. E che bello stupirsi perché tutti rispettano le file agli stand, e vedere i furbetti che vogliono infilarsi ad imbuto sentirsi inadeguati e mettersi mesti in fondo alla coda. Mai quanto a questo festival ho visto educazione, rispetto, sicurezza, relax, uniti alla convivialità e all’unione generale che questi grandi eventi riescono a creare. Che gusto c’è trasgredire se non ci sono regole oltre al buon senso?

Non mi interessano le polemiche politiche e sulla gratuità dei concerti, ma questo devo dirlo, che l’educazione può essere contagiosa, e che il senso civico può esistere anche in un pubblico tradito e deluso dai rappresentanti della politica italiana.

L’educazione contagiosa dovrebbe essere una piadina al rosmarino (esiste, l’ho mangiata!) per il gusto dei giornalisti per discutere sulle potenzialità di un paese che ha ancora molto da offrire nonostante si trovi stritolato fra una politica senza morale e un interesse collettivo abbandonato come un sacco del pattume.

Dateci e diamoci fiducia, e il rispetto arriva di conseguenza. L’ha pensato anche mio babbo, che invece di costringermi a lasciare la macchina in un parcheggio vicino ma “a rischio”, mi ha aiutato a trovare un parcheggio fra le strisce bianche.

PS: Woodstock5stelle era anche musica, tantissima. Segnalo: reportage di sabato 25 settembre e reportage di domenica 26. La foto è di Raffaele Turci e viene sempre dalla pagina facebook di http://e20romagna.it, grazie!

*pensai subito di farci una mega festa. ma non l’ho mai fatto.