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Forse forse, fra pochi giorni avrà inizio la nostra estate, già, solo ora, nel pieno del caldo zanzaroso. Da luglio però iniziamo a condizionare la calura con le aperture serali e le botteghe mobili a seguito di Strade Blu, il festival che conoscete. Per i primi due martedì di luglio abbiamo pensato di dare spazio non tanto alla musica e ai concerti che già ce ne saranno tantissimi per tutto il centro storico, ma a dei contenitori virtuosi di cultura, che sosteniamo, condividiamo, brindiamo con una birra Cajun. Sono il prestigioso storico festival di Santarcangelo che quest’anno compie i suoi primi 40 anni (40, ragazzi, 40) e porta il miglior teatro contemporaneo d’avanguardia per le strade della preziosa cittadina romagnola. L’altro contenitore di rubriche-da-leggere sotto l’ombrellone, in treno e la sera prima di dormire è Gagarin Magazine, il giovanissimo free-press che dallo spazio vede la Romagna come un’unica rilassata metropoli.
Un venerdì a caso, invece, il 9 luglio, ospitiamo un piccolo concerto in vetrina per la rassegna Strade Blu: si tratta di Christopher Knowles (nella foto), 26enne inglese di londra figlio di musicisti in orchestra sinfonica cresciuto fra l’esplorazione solitaria di una tastiera in cantina e lo studio della composizione. Alle 21:30 avremo un mini-concerto per chitarra acustica, voce e videoproiezioni (Paulo Barcelos da Fabrica Interactive).
Ecco il calendario: (Continua la lettura)
Aie in Corso è appena terminato, e già abbiamo tutte le foto. Intanto che c’ero ho aggiornato la pagina FLICKR con tutte le foto, comprese quelle del concerto di venerdì scorso di Marco Liverani insieme ad una band che spacca.
Sulla pagina Facebook c’è invece una piccola selezione di entrambe :) Domani (domenica 9) siamo a Musica nelle Aie presso l’agriturismo CARLONI in Via Castel Raniero, 46, venite a trovarci, buon weekend!
Nonostante il tempo ballerino questo è il weekend de La Musica nelle Aie, scarpe comode e camicia a quadretti, e tantissima musica popolare. Domani mattina - sabato 8 maggio - anticipiamo in città l’umore e l’atmosfera delle aie su Corso Mazzini dalle 11 alle 13 con tre brevi concerti di gruppi che hanno in questi giorni un disco in uscita per le edizioni Galletti-Boston. Domattina suonano Arangara, Roberto Durkovic e i Fantasisti del Metrò e la Carampana, siete tutti più che invitati a portare fiori in città, togliervi le scarpe sul corso fresco di nuova pavimentazione e ballare!
Qui sotto una presentazione dei 3 album a cui aggiungiamo le altre 2 produzioni folkloristiche.
ARANGARA - Terra di mari
Gruppo di musica etno-folk autorale, gli Arangara nascono nel 2005 come progetto musicale che porta i tratti della musica popolare della Calabria e del sud Italia rielaborati in maniera cantautorale. Dopo una intensa vita di concerti e successi di piazze e sagre, in tutta Italia e anche all’estero, gli Arangara pubblicano “Terra di Mari” (edizioni Galletti-Boston), album di musica popolare dalla carica travolgente che unisce un’attenzione per i testi (alcuni in calabrese, altri scritti da Pierangelo Bertoli, Claudio Lolli, con la partecipazione di Carlo Lucarelli) all’uso moderno e disinvolto di strumenti autoctoni (marranzano, organetto, lira calabrese, tamburi a cornice, mandolino, ecc).
LA CARAMPANA - Archi di Tempo
Erano almeno 10 anni che Faenza aspettava il CD de La Carampana. Nata a Faenza nel 1989, fin da subito ricerca e ripropone musiche e balli saltati tradizionali ed anche brani di liscio antico, diffusi in Romagna e nell’Appennino Bolognese fino a circa metà del ‘900. I racconti di anziani suonatori e nonni ballerini incontrati per aie e campi sono stati fondamentali per recuperare questa parte di patrimonio culturale che veniva tramandato oralmente. A La Carampana e in particolare al violinista Roberto Bucci, si deve l’avvio delle esperienze di recupero e riproposta dei balli tradizionali nell’area faentina. E’ la nostra memoria storica che La Carampana, con questo CD “Archi di tempo”, cerca di fissare. Gli strumenti usati, quando il gruppo è al completo, sono quelli tipici dell’orchestrina da ballo di inizio ‘900: violini, violoncello, contrabbasso, mandolino, mandola, chitarra. Anche lo stile d’esecuzione è quello tipico dei suonatori da ballo popolare dell’epoca. Ma questo repertorio non è morto: le esibizioni de La Carampana sono seguite da numerosi ballerini che contribuiscono a ricreare e a mantenere vivo un clima di festa tradizionale che ha origini antichissime.
Nella stessa direzione quasi-antropologica va il libro-cd “Le cante romagnole”, opera che vuole riportare alla luce un mondo, quello contadino e del canto popolare con una selezione di 14 tra le più famose composizioni del M° Domenico Giulio Cesare Martuzzi su poesie di Aldo Spallicci. Il CD, contenente 14 registrazioni originali dei primi anni ‘70, è accompagnato da un libretto con tutti i testi dialettali (più libera traduzione italiana), brevi note esplicative e un saggio musicale del M° Pellegrino Santucci.
ROBERTO DURKOVIC E I FANTASISTI DEL METRò: Strade Aperte
Roberto Durkovic è nato in Italia ma le sue origini praghesi trapelano dalle sonorità mitteleuropee impresse alla sua musica. Da oltre 12 anni vanta una prolifica collaborazione artistica e interculturale con un gruppo di musicisti tzigani incontrati nei vagoni della metropolitana di Milano. Affascinato dal loro talento ha perseguito e concretizzato con volontà testarda un progetto artistico che coniuga, senza attriti, il ritmo allegro della musica Rom con la sofisticata canzone italiana d’autore, senza trascurare i colori della rumba e del flamenco oltre alle pennellate di tango argentino che denotano la grande stima di Durkovic per Astor Piazzolla. Il quinto disco di Durkovic e i Fantasisti del Metrò “Strade Aperte” scorre piacevolmente tra brani di grande levatura tecnica, in bilico come sempre tra festosità e malinconia, utilizzando appieno la riuscita formula strumentale che accomuna e rigenera un groviglio di tradizioni balcaniche, gitane e del grande cantautorato italiano. Nel libretto le avvertenze di Durkovic:
CD altamente indicato agli amanti della musica che sa anche far riflettere, a chi danza a piedi scalzi, a chi vede oltre, a chi frequenta solo “Strade aperte”.
Istruzioni per l’uso: riciclabile come antifurto contro gli zingari.
Dosaggio: si raccomanda l’ascolto prolungato, più volte al giorno.
Effetti collaterali: causa problemi alla vista, può far vedere gli zingari sotto una luce diversa.
Oltre a queste nuove pubblicazioni abbiamo anche la compilation Aie d’Italia, un doppio CD uscito a novembre scorso in occasione del Mei contenente, tra gli altri, brani di Teresa De Sio, Davide Van De Sfroos e Mau Mau.
Questo weekend c’era la nube, e ci sarà ancora, lassù, piena di cenere, a fare il giro del mondo in chissà quanti giorni. Nell’atmosfera surreale fra scienza e fantascienza, blockbuster catastrofici, teorie retrò e disagi più che paranormali, la Casa del Disco ha celebrato il Record Store Day. Di cui in questi giorni si festeggia il successo e si discute delle tante limitatissime edizioni che molte case discografiche hanno lanciato proprio in occasione di questa giornata (e che poi i primi acquirenti collezionisti prontamente rivendono su ebay a prezzi esorbitanti).
Da noi è stato un bel sabato, poco più movimentato del solito, rilassato ma annebbiato per l’assenza di Dulcamara e il suo concerto (causa nube e chiusura aeroporti) e l’incertezza della pioggia, c’è-nonc’è-nonpiovepiù. Ma fin dal primo pomeriggio abbiamo ospitato il dj set dei fratelli Treré (wow che selezione) e il drink un filin alcolico preparato dalla Monica di “e…Café” (via medaglie d’oro), sono passati amici e clienti a sostenere la causa e a creare quel bell’humus di menti musicali che fa sempre bene a tutti. Poi la sera è arrivato il nostro bluesman della porta accanto, Marco Liverani, e ha suonato per una buona ora le due chitarre Eko acustiche che sono in esposizione in bottega. “E’ stato punto dalla zanzara del Mississippi”, “che gran talento e che sentimento”, questi sono solo alcuni dei commenti di chi ha goduto di un piccolissimo concerto di “Live” su Corso Mazzini.
(Continua la lettura)
Sabato 17 aprile festeggiamo il Record Store Day fino a sera. Il Record Store Day è stato fondato nel 2007 per celebrare l’unicità della cultura che ruota attorno agli oltre 700 negozi indipendenti d’America e centinaia di negozi simili nel mondo. Durante questa giornata tutti i negozi di dischi indipendenti si uniscono agli artisti per celebrare l’arte della musica. Hanno dato il via ai concerti i Metallica, che nel 2008 hanno suonato al Rasputin Music di San Francisco. Quest’anno nel calendario americano spiccano Slash da Amoeba, gli Okkervil River e Bassekou Kouyate al Waterloo Records, Frank Black a CD World, Yo La Tengo al Rhino Records, e così via. (Continua la lettura)
Ci siamo divertiti, ci siamo istruiti. Si è creato un bel gruppo di audiofili ciacaroni alla casa del disco, e uno di loro ha omaggiato la fine del seminario con un video di foto che riassume il carattere leggero e retro di “Alta Fedeltà”. Grazie Zomarec!!!
Il video non lo posso incorporare qui sotto, perciò vi inoltro a youtube!
http://www.youtube.com/watch?v=sui1_Mzq2u8&feature
Venerdì 26 marzo alle 18:30 Antonio Rigo Righetti presenta in vetrina (o in Vicolo Bertolazzi, se il tempo è buono) il suo nuovo lavoro discografico Smiles & Troubles (Irma Records, 2009). Rigo è bassista e cantautore, è bolognese, ed è colui che, superata la fine degli ’80 con i suoi The Rocking Chairs, ha portato il rock’n’roll nei tour di Ligabue (il quale, dopo una fortunata sostituzione in una data tedesca nel ‘94, gli ha affidato la formazione del suo gruppo per più di 10 anni). Rigo segue la crescita di Ligabue da “Buon Compleanno Elvis” a “Primo e Secondo Tempo”, inclusi i concerti di San Siro e Campo Volo. Dal 2005 inizia una carriera solista che lo vede produrre due album (“Songs for a Room” e “Smiles & Troubles”) e a collaborare con tantissimi musicisti, da Willy De Ville a Elliott Murphy, da Robert Gordon a Mick Taylor, da Luciano Pavarotti a Luciano Ligabue, da Richie Kotzen a Uli Jon Roth, da Steve Wynn (con cui ha suonato per Strade Blu )ai Plastilina Mosh solo per citarne alcuni. Insieme agli inseparabili amici Robby Pellati (batteria e percussioni) e Francesco Pugnetti (chitarra elettrica), Rigo porta lo spettacolo live e reading di “Smiles & Troubles” ovunque ci sia un palco e anche dove non c’è (come la nostra vetrina), seminando ricordi di rock’n’roll e continuando a macinare km ed esperienza live che poi si trasforma nelle storie delle sue canzoni. (Continua la lettura)
Oggi stesso inizia la Fiera del Vintage a Forlì, fino a domenica al centro fieristico di Forlì. il Clandestino ha messo insieme uno stand organico, nel vero senso della parola, un organismo pieno di persone e cani, ci sono gli stilisti di vestiti da donna e per cani, i decoratori con gioielli per il corpo e per le pareti. Lo spazio è gigante, lo trovate in fondo alla sala subito dopo lo stand di Angelo. Andiamo CHEZ TEX, Da Tex, come il cuoco dell’Angusto, ma anche come tex mex cowboys attizzati rosso pasiòn e cavalli ammattiti. Le decorazioni sono di quei due artisti del pennello che portano il nome di Kry e di Ago, impegnati a trasformare un grammofono in un fiore carnivoro. (Continua la lettura)
Una canzone ci commuove, ci carica, ci fa sentire a casa, ci toglie l’imbarazzo, ci rappresenta, ci fa schifo e ci emoziona. Ok, ma qual è il viaggio che percorre per arrivare a noi? Soprattutto oggi, che non esistono barriere terrestri o aeree alla circolazione della musica, cosa succede? Il viaggio parte dall’idea dell’autore, passa nelle mani dei musicisti e in chi lo registra, si fissa su svariati supporti visibili e invisibili e arriva poi a noi. Alta Fedeltà vuole mettere in risalto, anzi, vuole studiare la penultima elle fasi: la riproduzione. Questo passaggio molto spesso viene trascurato, vuoi che il tempo si sia accorciato (in proporzione all’aumentare degli stimoli perditempo), vuoi che oggi sia fin troppo facile pluggarsi ad un altoparlante cinese e ascoltare una canzone. Però, allora, perché un violinista, ad esempio, risparmia cene e diletti per comprare il violino dal suono più vicino al proprio sentire, o perché un chitarrista cerca per anni un pickup che gli vada bene, il microfono giusto o l’ampli più adatto al proprio obiettivo di suono, se poi, si finisce per comprimere quell’insieme magico di frequenze che caratterizzano la composizione, riproducendole alla meno peggio su un supporto inqualificabile come il telefono cellulare? Ecco 4 serate dedicate all’argomento, per conoscere meglio i nostri hi-fi, i nostri giradischi, le casse, ficcando il naso fra le equazioni che regolano lo scambio fra l’impressione del suono nell’hardware e la sua riproduzione.
ps. Alta Fedeltà è un omaggio al libro di Nick Hornby (centrato su un negozio di dischi) e alla magistrale interpretazione di Jack Black nell’omonimo film, specialmente nel “Let’s get it on” finale. http://www.youtube.com/watch?v=1V_-iZYIofU
(Continua la lettura)
Questa è una chiamata Last minute.
E’ tardi, già, scusa. Venerdì 12 marzo, questo venerdì, alle 18.30, vogliamo prenderti mezz’ora di tempo di mezzo (fra le 18.30 e le 19) per farti conoscere simone rossi. Lui è uno che scrive ed è un tipo molto coraggioso, senza darlo a vedere. Si è autopubblicato il secondo libro: il titolo è sbricio(lu)naglio, e non è per niente uno scherzo. Come un cane al guinzaglio, sbriciolu(na)glio porta in tour simone rossi e si fa leggere da anonimi italiani mentre simone suona la chitarra. Dopo Forlì e Bologna, la terza tappa del tour siamo noi, la Casa del Disco, venerdì, questo venerdì, alle 18.30. Con un bicchiere in mano e molte domande nel cassetto da fare all’autore.
In allegato il flyerino. (Continua la lettura)