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Rustie - Glass Swords (Warp/Self)
Debutta sulla nota etichetta inglese Warp questo giovane dj/producer scozzese, dicono che il genere si chiami “aquacruk” e altri lo chiamano “wonky” o “post-Dilla”, un modo fare hip-hop (senza peraltro assomigliarci più) con elementi di synth gioiosi, ricordi rave, suoni analogici a 8 bit e groove fuori sincrono. Sentireascoltare scrive: “La vendetta dei giovani teen (Rustie ha iniziato con le prime tracce a 17 anni circa e oggi ne ha 25) che ha aperto miriadi di possibilità alla nuova scena elettronica UK post-dubstep e non solo. (…) Oggi Russell Whyte stampa l’ennesimo ‘disco-che-fa-il-punto-della-situazione’: tirare le fila di quello che ci suona attorno sembra ormai essere divenuto un genere e un’estetica ben precisa (vedi anche alla Biennale di Venezia le proposte al padiglione italiano guidato da Sgarbi). (…) tutta la recensione.
Giorgio Li Calzi - Organum (Fonosintesi/Egea)
Il nuovo CD del compositore e trombettista Giorgio Li Calzi è un riuscito mix di suoni del jazz elettronico più contemporaneo e della forma canzone di stampo Bristol inglese.
“L’Organum o diafonia è una forma musicale medievale, uno dei primi tentativi di organizzare, con la scrittura, due voci. Il cervello ha bisogno di impulsi antichi, e deve essere a suo modo primitivo, nell’arte, perché credo molto nel lato destro cerebrale, come motore dell’impulso artistico.
Organum è quindi un album con due voci, due anime: da una parte il lavoro con un gruppo di musicisti fuoriclasse con cui suono da anni; dall’altra, il lavoro preparato in solitudine con l’intervento di ospiti virtuali, cioè che non conoscevo ancora quando sono state registrate queste tracce taglia e cuci tra il mio computer a Torino, e il computer di Hayley Alker, strepitosa cantante di Portsmouth (UK) e conosciuta tramite myspace, la voce di Thomas Leer, autore di album di culto nella New Wave inglese tra la fine degli anni 70 e inizio 80, i Marconi Union di Manchester, paladini dell’ambient minimale inglese contemporanea, i pompeiani Retina.it, e il londinese Douglas Benford, tra i più quotati sperimentatori dell’elettronica internazionale attuale.
Questo è il mio ottavo lavoro, e se escludiamo il dvd del 2008, il mio primo cd dopo 7 anni.”
Giorgio LiCalzi
When Saints Go Machine - Konkylie (!K7/Audioglobe)
Elettronica, una buona dose di pop e con un pizzico di musica orchestrale; i danesi When Saints Go Machine sviluppano in questo Konkylie dieci canzoni in grado di sintetizzare un nuovo modo di fare musica, sviluppato in ben due anni di produzione. Un album complesso, variopinto e strabordante di sonorità differenti, che può tanto affascinare quanto annoiare a primo impatto. Se l’elettronica è alla base del suono dei When Saints Go Machine, una moltitudine di voci, suoni dal richiamo sacro (Church and Law), musiche orientaleggianti (Whoever Made You Stand So Still) sono solo alcuni degli elementi che si possono riscontrare in questi dieci brani.
Ascolta su Soundcloud, Recensione.
The Stepkids - The Stepkids (Stones Throw/Goodfellas)
Gli Stepkids sono un trio di cantanti e songwriter bianchi che intrecciano soul, funky, Africa e folk, disciplina jazz ma attitudine psichedelica. Un po’ Flaming Lips, un po’ Outkast, i tre ottimi musicisti americani riescono a tenere insieme due mondi di solito lontani creando un album godibilissimo all’ascolto, ottimamente registrato (thanks to Stones Throw), echeggia di musical e cori ottimisti per poi deviare l’umore con effetti psichedelici. Bello.
Ascolta sul loro sito, Recensione
[ps. Ogni settimana scegliamo due album. I due CD saranno tutto il giorno ospiti del doppio lettore con cuffia che vi aspetta in fondo al negozio. Senza alcun impegno. Per ascoltare qualcosa, se non sapete bene cosa. Per assaggiare suoni nuovi, se siete coraggiosi abbastanza. Quegli stessi due CD, dalla settimana successiva, costano il 15% in meno, al primo che vorrà portarli con sé.]
Wilco - Whole Love (dBpm Records/Anti)
La rock band di Chicago pubblica l’ottavo album - The Whole Love - su etichetta dBpm Records di proprietà degli stessi Wilco e distribuita da Anti-Epitaph . L’album precedente Wilco (The Album) risale al 2009 ed era stato nominato ai prestigiosi Grammy Awards.
The Whole Love è stato registrato al The Loft, lo studio della band a Chicago, ed è composto da 12 brani prodotti da Jeff Tweedy insieme a Patrick Sansone e Tom Shick.
Carlot-ta - Make me a picture of the sun (Anna the Granny/Audioglobe)
Carlotta Sillano, in arte Carlot-ta, ha 20 anni, autrice, cantante (ispirata a Diamanda Galas e Tori Amos) e pianista del suo album d’esordio ”Make Me A Picture Of The Sun”, in cui suona anche piano rhodes, sintetizzatori, theremin, chitarra, si produce in beatbox e fa girare carillons. Carlot-ta combina la leggerezza della voce con la consapevolezza di un songwriting già maturo e la voglia di esplorare sonorità nuove, strutture e armonie, che vengono innestate sulla base del pianoforte. Le doti di Carlot-ta l’hanno già portata su palchi importanti, come quello del Premio Tenco, in occasione del quale la stampa specializzata l’ha eletta come “rivelazione della rassegna sanremese”. Ha partecipato al Premio Bindi e al Mei d’Autore di Faenza, oltre ad aver condiviso la scena con musicisti del calibro di Melissa Auf Der Maur, Cocorosie, Morgan, Nada, Massimo Volume, Paolo Benvegnù. www.carlottaweb.it
[ps. Ogni settimana scegliamo due album. I due CD saranno tutto il giorno ospiti del doppio lettore con cuffia che vi aspetta in fondo al negozio. Senza alcun impegno. Per ascoltare qualcosa, se non sapete bene cosa. Per assaggiare suoni nuovi, se siete coraggiosi abbastanza. Quegli stessi due CD, dalla settimana successiva, costano il 15% in meno, al primo che vorrà portarli con sé.]
[Ogni settimana scegliamo due album. I due CD saranno tutto il giorno ospiti del doppio lettore con cuffia che vi aspetta in fondo al negozio. Senza alcun impegno. Per ascoltare qualcosa, se non sapete bene cosa. Per assaggiare suoni nuovi, se siete coraggiosi abbastanza. Quegli stessi due CD, dalla settimana successiva, costano il 15% in meno, al primo che vorrà portarli con sé.]
I dischi di questa settimana da martedì 20 a lunedì 26 settembre sono:
M+A - omonimo autoprodotto + IN CONCERTO VENERDì 23 SETTEMBRE ORE 21:30
E’ ufficiale, dopo due album autoprodotti e anni di ricerca di suoni e melodie, i due giovanissimi forlivesi hanno firmato per l’etichetta inglese Monotreme Records (65daysofstatic, These Will Destroy You, Picastro, et.al) che il 7 novembre pubblica l’album “Things.Yes” (distribuzione italiana Goodfellas). Il debutto inglese è solo uno dei primi incroci fra le strade parallele dei due talentuosi M+A. Michele + Alessandro. Pop + Elettronica. Forlì + Bergen. Giochi + Sintetizzatore. Techno + pianoforte.
E’ il + che fa la differenza. Appena prima della partenza per la terra dʼAlbione, M+A save the last show for us. Venerdì alle 21:30. Evento Facebook.
I CANI - Il Sorprendente Album dʼEsordio dei Cani (42Records) + DJ SET CANI/EMILIANO COLASANTI SABATO 24 SETTEMBRE ORE 21
Vengono da Roma, suonano una specie di indie-electropop autoconsapevole, si chiamano I Cani e parlano di noi. Esattamente come gli Offlaga Disco Pax parlano di un socialismo tascabile sempre più fuori dal tempo, Le Luci della Centrale elettrica di un maledettismo di provincia in cui siamo troppo vecchi per poter cascare e i Baustelle di un dandysmo spietato e letterario che esiste forse solo nella testa di chi può permettersi di crederci, i Cani parlano invece di noi, 20- o 30-something degli anni zero, sempre attaccati a internet, a riferimenti di cultura pop che siamo lieti nessuno capisca, a mode che proclamiamo solennemente di non seguire, e a relazioni che non funzionano per incompatibilità di gusti musicali o di taglio di capelli. (Tratto da un post su Inkiostro, non avrei saputo dirlo meglio).
Insieme al loro discografico/giornalista musicale Emiliano Colasanti, I Cani si fermano da noi per un dj set tra il ritiro di un premio e una partita di pallone (cit.Supersound). Ascolta le canzoni in streaming, guarda l’intervista su Soluzioni Semplici. Evento Facebook.
[Ogni settimana scegliamo due album. I due CD saranno tutto il giorno ospiti del doppio lettore con cuffia che vi aspetta in fondo al negozio. Senza alcun impegno. Per ascoltare qualcosa, se non sapete bene cosa. Per assaggiare suoni nuovi, se siete coraggiosi abbastanza. Quegli stessi due CD, dalla settimana successiva, costano il 15% in meno, al primo che vorrà portarli con sé.]
I dischi di questa settimana da venerdì 15 al 22 luglio sono:
Yacht - Shangri-la (DFA Records) — IN CONCERTO IL 20/07 AL MIC PER WAM - Griglie Culturali
Yacht è stato ospite al Clandestino già ben 2 volte e si è sempre duplicato. Prima solo con basi, videoproiezioni e canzoni synth-pop aerobiche e teatrali. In seguito Jona Bechtolt si è fidanzato, ed è partito il tour con colei che gli faceva da contraltare in tutto e per tutto (voci, danze, video, etc.). Questa volta arrivano al Clan (anzi, nello chiccoso giardino del MIC) in quintetto per presentare il nuovo album sulla prestigiosa DFA di New York “Shangri-La”. in ascolto tutta la settimana qui da noi.
La recensione dell’amico Gaspare su Sentireascoltare.
Jolie Holland - Pint of Blood (ANTI-Records)
Nuovo album su Anti, per la cantautrice e multi-strumentista texana. Jolie attinge dalla sua vasta gamma di influenze per creare una raccolta ispirata e intensa di dieci nuove canzoni. Registrato per lo più dal vivo nel suo studio casalingo insieme al co-produttore Shahzad Ismaily (collaboratore di Lou Reed e Tom Waits), la Holland ha puntato sulla spontaneità e sull’energia delle varie sessions per creare “Pint of Blood”, un album che colpisce per la sua originalità e onestà, lo storytelling ispirato e le performance appassionate. Nuove canzoni come “All Those Girls”, la violenza pura e semplice di “Remember” e la pulizia di “Gold And Yellow”, catturano magistralmente quella sincerità che fa di “Pint of Blood” l’album maggiormente compatto ed emotivamente diretto fra quelli fino ad oggi pubblicati da Jolie Holland.
Recensione e streaming di tutto l’album.
Brunori SAS - Poveri Cristi (Pippola Records)
A due anni esatti dal pluripremiato Vol. 1 (Premio Ciampi 2009 come miglior esordio, Targa Tenco 2010 come miglior esordiente), Dario Brunori torna con Vol. 2: Poveri cristi. Con Vol.1, Brunori era riuscito a fissare nell’immaginario collettivo il suo universo personale. In Vol. 2 si lascia alle spalle la nostalgia e affronta di petto il presente, spostando lo sguardo sulle storie di vita altrui. I suoi Poveri cristi sono persone normali che compiono imprese normali, non giudicati dall’alto ma descritti con una pietas e una simpatia (nel senso greco di “soffrire insieme”) che fanno di Brunori stesso un povero cristo. I quasi due anni di tour regalano al nuovo disco una struttura più articolata (complice l’intervento della band e l’ospitata degli amici Dente e Dimartino); la scrittura è insieme amara e speranzosa, solo apparentemente tragica, quasi grottesca ma sempre estremamente realistica. La forma canzone è melodica e leggera, all’italiana.
In Vol. 2 si ritrovano i temi della poetica brunoriana: l’attenzione per i piccoli gesti, la religione cattolica, il realismo evocativo, il nazional-popolare affrontato con affetto e misericordia, la precarietà emotiva della nuova generazione. Ma l’iperrealismo popolare fatto di istantanee si arricchisce di una scrittura sempre più matura e corposa, conservando un linguaggio sobrio e spietato, tipico di un cronista lucido e innamorato. L’album è stato quasi interamente realizzato dallo stesso Brunori (coadiuvato da fedeli collaboratori) nel suo studio sulle colline fuori Cosenza.
Tutto l’album in ascolto su Rockit.
Video di Brunori Sas in concerto in vetrina.
Brian Eno - Drums Between the Bells (Warp, 2011)
Brian Eno e Rick Holland, l’autore dei testi , si conoscono dai tempi dell’Università, periodo in cui hanno collaborato entrambi al progetto Map-Making che coinvolgeva studenti del Royal College, Guildhall School Of Music, Royal Accademy of Music, Royal College of Music, National Youth Orchestra e English National Ballet. Hanno iniziato a fare musica insieme nel 2003 ma il primo disco insieme è “Small Craft On A Milk Sea”, il debutto di Brian Eno su Warp pubblicato pubblicato nel Novembre del 2010. “Drums Between Bells” è il seguito e il finale di quel progetto.
L’artwork è stato curato direttamente da Brian Eno: “ascoltando l’album a Londra ho modificato fotografie scattate nella foresta brasiliana vicino a San Paolo e riassemblate seguendo gli input della musica”. L’album in ascolto sul sito del Maestro.
[Ogni settimana scegliamo due album. I due CD saranno tutto il giorno ospiti del doppio lettore con cuffia che vi aspetta in fondo al negozio. Senza alcun impegno. Per ascoltare qualcosa, se non sapete bene cosa. Per assaggiare suoni nuovi, se siete coraggiosi abbastanza. Quegli stessi due CD, dalla settimana successiva, costano il 15% in meno, al primo che vorrà portarli con sé.]
I dischi di questa settimana da venerdì 10 a giovedì 16 giugno:
Fabio Orsi - Wo Ist Behle? (Boring Machines CD+booklet)
Fabio Orsi è un giovane talento, sin dalle prime uscite in coppia con Gianluca Becuzzi o in solo ha ottenuto il consenso internazionale della critica per il suo modo originale di fondere field recordings, loops elettronici e parti suonate. Artista molto produttivo ha avuto modo di collaborare con le migliori menti dell’elettronica internazionale, pubblicando dischi su etichette come Preservation, A Silent Place, Digitalis, Students of Decay ed altre ancora.
Il nuovo disco di Fabio Orsi su Boring Machines risente del suo recente trasferimento a Berlino. I suoni di fanno cristalilni e glaciali, conservando però un feeling psichedelico che ricorda le assolate giornate estive del Salento. Cinque tracce di moderna psichedelia che danno la sensazione di essere contemporaneamente nel più arido deserto o nel ghiacciato Polo Nord.
La recensione su Sentireascoltare
In ascolto su myspace
Okkervil River - I am very far (Jagjaguwar)
Il ritorno in scena di una delle formazioni più apprezzate nel circuito roots-rock americano. Dopo l’invidiabile collaborazione con Roky Erickson (13th Floor Elevator), un disco che si presenta all’insegna del più versatile neo-folk, con arrangiamenti elettro-acustici dal gusto sensibile. Brani dal forte impatto conducono per mano in una nuova stagione del cantautorato a stelle e strisce.
La recensione su Storia della musica
Il video ufficiale su youtube
[Ogni settimana scegliamo due album. I due CD saranno tutto il giorno ospiti del doppio lettore con cuffia che vi aspetta in fondo al negozio. Senza alcun impegno. Per ascoltare qualcosa, se non sapete bene cosa. Per assaggiare suoni nuovi, se siete coraggiosi abbastanza. Quegli stessi due CD, dalla settimana successiva, costano il 15% in meno, al primo che vorrà portarli con sé.]
I dischi di questa settimana da mercoledì 25 maggio a martedì 31 maggio:
Alexi Murdoch - Towards the Sun (City Slang)
Alexi Murdoch in Italia è particolarmente conosciuto per la colonna sonora del film indipendente “American life (Away we go)”, interamente scritta da lui a parte alcuni brani dei Velvet Underground, Bob Dylan, George Harrison e gli Stranglers. Alexi è un cantautore americano che ha debuttato nel 2006 con l’ottimo “Time Without Consesequence”, accolto benissimo da pubblico e critica (Top Ten Artist to Watch di Rolling Stone). Fedele alla tradizione di Nick Drake, poi seguito da Ellioth Smith e Sophia, nel nuovo album si afferma come un ottimo songwriter acustico e malinconico. Nell’album collaborano Jon Natchez e Kelly Pratt dei Beirut e Kyle Resnick dei National.
Timbre Timber - Creep on Creepin’ On (Full Time Hobby)
Timbre Timber è un giovane cantautore canadese - Taylor Kirk - che suona in trio insieme a Mika Posen (archi, tastiere, etc.) e Simon Trottier (chitarre, lapsteel, autoharp). Dopo due album autoprodotti e un album omonimo (nomination al Canadian Polaris Music Prize), esce “Creep on Creepin’ on”: folk-blues mistico dalle atmosfere visionarie, timidamente sixties, pop un po’ gotico. Chitarre che ricordano Micah P.Hinson e la voce di Antony & the Johnson, tutto quanto che sembra nato da un film girato negli altopiani deserti del sud degli Stati Uniti. Invece è Canada.
[Ogni settimana scegliamo due album: uno italiano, uno straniero. I due CD saranno tutto il giorno ospiti del doppio lettore con cuffia che vi aspetta in fondo al negozio. Senza alcun impegno. Per ascoltare qualcosa, se non sapete bene cosa. Per assaggiare suoni nuovi, se siete coraggiosi abbastanza. Quegli stessi due CD, dalla settimana successiva, costano il 15% in meno, al primo che vorrà portarli con sé.]
I dischi di questa settimana da mercoledì 11 maggio a martedì 17 maggio:
CD VINCENZO VASI “Braccio elettrico” (Tremolo Records)
in concerto con la O’Land’O Suite Orchestra (sabato 14 maggio ore 10 Piazza della Libertà Faenza)
Debutto in solo per questo incredibile musicista già al fianco di situazioni come Vinicio Capossela e nel progetto “Mondo Cane” a firma Mike Patton. Lo theremin è uno dei suoi strumenti principe ed è l’assoluto protagonista di un disco sperimentale in cui si conserva comunque un profondo senso melodico. Tra brani originali ed un’orrorifica rilettura del tema di Halloween (del maestro John Carpenter) la certezza di un disco che non si pone barriere artistiche. Un’occasione per ascoltare il thereminista sicuramente più conosciuto in Italia e tra i più interessanti al mondo per il modo di suonare, interpretare, unire estro, musicalità, precisione. Consigliato per passeggiate domenicali sulla luna. www.myspace.com/vincenzovasi
La recensione.
CD FLEET FOXES “Helplessness Blues” (Sub Pop/Bella Union)
Al gruppo di Seattle, uno dei più emblematici della nuova vita della storica etichetta Sub Pop, è riuscito un mezzo miracolo: rimescolare in modo fresco e attuale, mediante la spontaneità dell’approccio e l’indiscutibile bontà del songwriting, la loro pozione d’annata: folk anglo-americano, prevalentemente acustico e rurale, e pop vocale solare e barocco. www.fleetfoxes.com
La recensione di storiadellamusica.it
[Ogni settimana scegliamo due album: uno italiano, uno straniero. I due CD saranno tutto il giorno ospiti del doppio lettore con cuffia che vi aspetta in fondo al negozio. Senza alcun impegno. Per ascoltare qualcosa, se non sapete bene cosa. Per assaggiare suoni nuovi, se siete coraggiosi abbastanza. Quegli stessi due CD, dalla settimana successiva, costano il 15% in meno, al primo che vorrà portarli con sé.]
I dischi di questa settimana - entrambi italiani - da mercoledì 4 a martedì 10 maggio:
CD compilation “UNO STRAORDINARIO RACCOLTO” La Musica nelle Aie (Galletti-Boston) MUSICA NELLE AIE A CASTELRANIERO QUESTO WEEKEND!
“Oggi abbiamo selezionato semi da tutta Italia e, con mani volenterose e buon lavoro, abbiamo coltivato la musica nelle aie di questa nostra terra. Ecco “uno straordinario raccolto” di questi undici anni insieme.” Nel CD “Uno straordinario raccolto” sono racchiuse ben 20 canzoni del genere folk-etnico proposte dai gruppi più significativi che negli anni scorsi hanno “calcato” le aie di Castelraniero segnalandosi nell’esibizione per capacità musicali, simpatia, innovazione, contaminazione con altri generi e suoni. Una carrellata di sapori e profumi musicali di tutta Italia in quanto si va dall’Emilia- Romagna alla Lombardia, Sicilia, Veneto, Piemonte, Liguria, Calabria, Marche, Val d’Aosta… Ricco anche il booklet del CD che, con dovizia di note informative, descrive l’attività musicale di tutti i venti gruppi. Una fotografia che - fra brani strumentali e canzoni, balli tradizionali e canzoni appositamente composte e traboccanti delle sonorità folk odierne – inquadra perfettamente lo spirito e il clima che si respira a “Musica nelle Aie”. www.musicanelleaie.it
CD JUNKFOOD “Transience” (Trovarobato) IN CONCERTO SABATO 7 AL CLANDESTINO
4 strumenti acustici, 4 device elettronici a modificare il proprio strumento in tempo reale. Un jazz che recupera la melodia/standard come memoria del passato, si fa carne nel presente e parla all’oggi guardando al futuro. Dieci episodi, dieci spaccati in cui i Junkfood danno prova di ecletticità senza mai diventare didascalici o gratuiti: musica strumentale pura, scevra da autocompiacimenti o inutili orpelli.I Junkfood parlano a tutti e mettono sul piatto tutti i riferimenti amati, senza una gerarchia precisa ma in modo coerente, secondo una visione ed un’estetica del tutto personale: l’avantjazz di stampo newyorkese e le suggestioni della scena scandinava, l’elettronica ed il post-rock, il mathcore ed il free jazz. La musica trae spunto e linfa da queste tensioni contrapposte, tra improvvisazione e scrittura, tra libertà individuale e gioco di squadra.
http://www.myspace.com/junkfoodquartet