Riedizione 2023 del disco pubblicato nel 1974.
Un’infanzia difficilissima in anni che ti toglievano il respiro, un’adolescenza da operaia e una vita sconvolta da drammi familiari. Così Rosa matura la scelta di un repertorio musicale dove i sentimenti sono scavati nel dolore e nella rabbia. Questa piccola donna temprata nell’acciaio si fa portavoce di tutte le categorie sociali ai margini della società, soprattutto dei diseredati: emigranti, contadini, zolfatari, carcerati… Le sue soavi ninne nanne denunciano miseria e speranze frustrate. Questi canti sono frutto di una scelta matura e consapevole dove non c’è alcuna indulgenza per la musica folk che ammicca al pop.
Il canto diventa veicolo per una denuncia forte e impegnata sulla realtà della sua terra che va a coinvolgere l’ascoltatore che si sente chiamato a rispondere a queste sollecitazioni emotive profonde e struggenti.
Judici Ca La Liggi Studiati
Buttana Di To’ Ma’
Morsi Cu Morsi
‘Nfamita’
Cuteddu ‘Ntussicatu
Amici, Amici, Quarari, Quarari!
Chista E` La Vuci Mia
Carzari Ca Si Fattu Cruci Cruci
Matri Ch’Aviti Figli
Carzari Vicaria
Lassarimi Accussi’
M’Arrusicu Li Gradi
Sugnu Comu Un Cunigghiu
Amici Amici Chi ‘N Palermo Jiti
Testa Di Mortu








