Un concept album al contrario, “Next” lega il cast di personaggi di Kendra (inclusa la sua band: il chitarrista Supremo Massiv, il bassista Monti Miramonti e il batterista Chauncey Yearwood) a un gioco da tavolo vintage, nello spirito dei migliori momenti retrò di lancio di dadi di Milton Bradley. Percorrendo il viaggio di “Next”, isolato dopo isolato, questo universo si rivela come un mosaico di coralli, crema e tessere lilla pallido. Si può sentire la tavolozza sonora risuonare con le influenze e le ispirazioni di Morris. Decenni di suoni e voci newyorkesi si piegano e si fondono lungo le giunture di queste tracce: un mondo in cui il Brill Building e la Factory di Warhol prosperano nello stesso isolato, mentre Blondie e i Frightnrs esplorano sonorità rocksteady. Doo-wop e boom-bap sono la colonna sonora di un network UHF di stili copia-incolla, il tutto scandito da Morris, un’artista a suo agio sia dietro l’obiettivo che davanti a un microfono.
In My House
Dear Buddy
After Midnight
If I Called You
Back With Me
Flat Tire
Bill
Don’t Wanna Be Happy
Go Nowhere
Something In Common







