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Statunitense di nascita, indiano di origine, londinese di adozione, il compositore e produttore pluripremiato Sarathy Korwar pubblica il nuovo album “There Is Beauty, There Already”, per la sua nuova etichetta Otherland. L’opera celebra la potenza melodica dell’ensemble di percussioni, dando seguito al manifesto indofuturista del 2022 “KALAK”.
Concepito come una suite di 40 minuti di improvvisazioni percussive ipnotiche e trascendenti, l’album pulsa attraverso una struttura circolare e ripetitiva, evocando la musica popolare indiana, gli ensemble jazz di batteristi come l’M’Boom di Max Roach, e il minimalismo classico contemporaneo di Terry Riley e Steve Reich. Dai toni bassi e ondulati della tabla, alle sfumature tonali del ghatam, dalle rullate di batteria al tocco elettronico del Buchla Easel, l’ensemble di Korwar scorre come un fiume in perenne movimento, fluido e vitale. A quasi dieci anni dal suo esordio, “There Is Beauty, There Already” rappresenta uno dei lavori più personali e vulnerabili di Korwar. La copertina dell’album – una griglia di autoritratti scattati alla cassa del suo supermercato locale nel corso di cinque anni, “una storia rituale della mia vita in immagini” – e la poesia allegata, scritta dallo stesso Korwar, riflettono sulla bellezza e sul significato del sé.
On A Perfect Day
We Take Things For Granted
Skin, Colour, Sun, Lover
A Day Is A Cycle Of Drum Beats
Looking For A Ghazal
Amongst All Of The Rubble
Is There Beauty?
Beauty Doesn’t Know What It Looks Like
We Won’t Go Searching
There is Beauty, There Already
Otherland, 2025







